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Una consulente del ministero albanese dell'ambiente, riconosciuta colpevole di furto, non potrà più entrare in Svizzera per tre anni. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha confermato il divieto.

Durante una conferenza internazionale a Ginevra, nel maggio dello scorso anno, la donna era stata arrestata e accusata di furto in un grande magazzino, per un ammontare di 1667 franchi. La giustizia ginevrina l'ha condannata a 30 aliquote giornaliere di 30 franchi.

La donna non ha ricorso contro il verdetto, ma si è opposta alla decisione della Segreteria di Stato alla migrazione (SEM) che le aveva vietato l'entrata in Svizzera per tre anni, un veto valevole anche per lo spazio Schengen. La donna aveva fatto notare che il divieto di entrare nello spazio Schengen compromette pesantemente la sua carriera.

Il TAF però, in una sentenza resa nota oggi, ha sottolineato che l'atteggiamento della consigliera non è compatibile con quanto ci si attende da un alto funzionario in visita in un paese estero.

(sentenza C-4372/2015 del 25 maggio 2016)

sda-ats

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