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Il Consiglio nazionale torna ad occuparsi della riforma III dell'imposizione delle imprese.

KEYSTONE/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Sono ripresi i lavori alle Camere federali. L'agenda del Consiglio nazionale prevede l'eliminazione delle ultime divergenze riguardo alla riforma III dell'imposizione delle imprese, uno dei dossier più importanti della legislatura.

La Camera del popolo dovrebbe approvare il compromesso uscito dalla sua commissione, accettando l'idea di una tassazione di almeno il 60% dei dividendi versati dalle società agli azionisti, in cambio della possibilità concessa ai Cantoni di dedurre gli interessi nozionali per chi investe in fondi propri.

Si tratta di un'esigenza fatta valere dagli Stati, preoccupati per le eccessive perdite fiscali generate dalla riforma. Il Nazionale si è sempre opposto finora ad un aumento dell'imposizione dei dividendi.

La Camera del popolo dovrebbe anche adeguarsi al Consiglio degli Stati per quanto riguarda la parte di imposta federale diretta che i Cantoni potranno in futuro tenere per sé. Invece del 17% attuale, tale percentuale dovrebbe salire al 21,2% (il Nazionale ha sempre finora votato per il 20,5%). I maggiori introiti per i Cantoni dovrebbero compensare in parte l'abbandono da parte di quest'ultimi di alcuni modelli privilegiati di tassazione - invisi all'Ue - concessi alle società holding.

Il Consiglio nazionale dovrà anche occuparsi, a livello di divergenze, dell'estensione alla Croazia dell'accordo sulla libera circolazione delle persone. Ieri gli Stati hanno confermato che la ratifica dell'accordo sarà possibile a condizione che venga rispettato l'ordine giuridico svizzero. Finora il Nazionale non aveva posto alcuna condizione supplementare.

Al Consiglio degli Stati sono in programma diversi atti parlamentari. Tra questi spicca la mozione che chiede di regolare la popolazione di cigni reali e un'altra mozione che domanda più trasparenza e maggiore efficienza per la SSR.

sda-ats

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