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Gli affitti restano invariati

KEYSTONE/APA/ROLAND SCHLAGER

(sda-ats)

Il tasso ipotecario di riferimento, in base al quale vengono stabiliti gli affitti in tutta la Svizzera, rimane stabile all'1,75%, ma nei prossimi mesi dovrebbe calare. Lo comunica oggi l'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB).

Visto che il tasso d'interesse di riferimento, stabilito ogni trimestre, è rimasto invariato rispetto al precedente non sussiste il diritto ad aumenti o a diminuzioni della pigione, aggiunge l'UFAB.

Dal 10 settembre 2008 in tutta la Svizzera il tasso ipotecario di riferimento per la determinazione delle pigioni è stato unificato e ha sostituito quello precedentemente determinante nei singoli Cantoni per le ipoteche a tasso variabile. Alla sua introduzione il tasso era del 3,5% e da allora è sempre calato, per arrivare all'1,75% nel giugno del 2015.

La situazione potrebbe però presto cambiare: secondo le previsioni dell'Associazione proprietari fondiari (APF) e dell'Associazione svizzera degli inquilini (ASI), in giugno oppure in settembre il tasso di riferimento dovrebbe diminuire all'1,5%. Infatti il tasso d'interesse medio dei crediti ipotecari (attualmente all'1,64%), su cui si basa quello di riferimento, dovrebbe scendere sotto la soglia dell'1,63% e far scattare l'adattamento.

L'ASI, in un comunicato odierno, afferma che lo scarto tra l'andamento effettivo dei prezzi delle pigioni e le riduzioni degli affitti previste per legge è "allarmante". La causa sarebbe il mancato trasferimento sulle pigioni dei continui abbassamenti del tasso ipotecario.

Citando uno studio della banca Raiffeisen, l'ASI afferma che gli affitti dovrrebbero essere il 40% meno cari, se solo fossero allineati a quanto previsto dalla legge. La consigliera nazionale ed ex presidente dell'ASI Marina Carobbio ha depositato un postulato al parlamento chiedendo un adattamento automatico in favore degli inquilini.

Solamente il 20% delle diminuzioni si ripercuotono sugli affitti, ammette Cipriano Alvarez dell'UFAB, in base a uno studio effettuato due anni fa.

Dal canto suo l'APF precisa che i proprietari possono pretendere una pigione maggiore in seguito ai costi di manutenzione o addebitare fino al 40% del rincaro.

SDA-ATS