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L'iniziativa parlamentare è del consigliere nazionale Toni Brunner (UDC/SG).

/KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Agli svizzeri con doppio passaporto che partecipano ad attività terroristiche all'estero, in particolare in Medio Oriente, non va revocata automaticamente la cittadinanza, afferma la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S).

Tale possibilità sarebbe infatti contraria ai principi dello Stato di diritto in quanto non sarebbe più sottoposta al potere discrezionale del giudice, sostiene il CIP-S.

Esprimendosi su una iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Toni Brunner (UDC/SG) - che, con 7 voti a 4 la CIP-S raccomanda di bocciare - la commissione ritiene che i termini "attività terroristiche" e "azioni belliche" impiegati nel testo dell'atto parlamentare - approvato dal Nazionale per 102 voti a 85 - non sono definiti in modo chiaro e sollevano numerosi interrogativi in materia di delimitazione.

La CIP-S fa anche notare che la legge sulla cittadinanza consente già oggi di revocare la nazionalità svizzera alle persone con doppio passaporto la cui condotta danneggia gli interessi del nostro Paese.

La minoranza della Commissione è invece del parere che, al rientro nella Confederazione, i soldati jihadisti costituiscono un pericolo per la Svizzera e che quindi, se in possesso di un doppio passaporto, va loro revocata imperativamente la cittadinanza elvetica.

sda-ats

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