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La sede del Tribunale federale a Losanna

Keystone/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Le multe e altre sanzioni finanziarie di carattere penale pronunciate contro le persone giuridiche non sono deducibili dalle imposte. Con una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale (TF) ha respinto un ricorso della società zurighese AC Treuhand.

La società è stata condannata nel 2009 dalla Commissione europea.

A causa delle attività amministrative da essa svolte nel cartello della chimica, alla fiduciaria zurighese era stata inflitta una multa di 348'000 euro, per il versamento della quale aveva proceduto ad un accantonamento di 460'000 franchi.

Mentre le autorità fiscali zurighesi avevano ammesso che l'accantonamento può essere dedotto dall'utile netto dell'azienda, il TF sancisce che le multe ed altre sanzioni finanziarie a carattere penale inflitte alle persone giuridiche non sono deducibili fiscalmente, a causa della responsabilità portata dalle stesse società.

Qualora le multe fossero deducibili fiscalmente, si avrebbe quale conseguenza che una parte della sanzione inflitta all'azienda sarebbe assunta indirettamente dalla collettività. L'effetto penale della sanzione sarebbe di conseguenza raggirato, sottolineano i giudici federali.

In questo contesto, il TF rammenta che le deduzioni fiscali legate a commissioni occulte non sono ammissibili e che la corruzione è un reato punibile. Il versamento di commissioni occulte non essendo deducibile fiscalmente, sarebbe paradossale ammettere la deducibilità delle multe pronunciate per corruzione, rilevano i giudici.

Nel 2009, la Commissione europea ha inflitto multe per 173 milioni di euro a 24 società per aver partecipato a cartelli nel settore della chimica. Fra le principali vittime figurava Ciba, rilevata nel frattempo dalla tedesca BASF, a cui era stata inflitta un'ammenda di 60 milioni di franchi. Con altri gruppi, la società aveva concluso fra il 1987 e il 2000 un'intesa relativa ai prezzi e ai mercati nel settore degli additivi per materie plastiche.

Sentenze 2C_916/2014 e 2C_917/2014 del 26 settembre 2016.

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SDA-ATS