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I politici non posso dedurre dalle imposte le spese per la campagna elettorale. Il Tribunale federale (TF) ha affrontato per la prima volta la questione e ha dato ragione al fisco vallesano in una diatriba con la consigliera nazionale Viola Amherd (PPD).

Nel 2011 l'alto-vallesana aveva richiesto nella dichiarazione delle imposte la deduzione delle spese sostenute per la campagna. Dopo un primo rifiuto delle autorità cantonali, la Amherd aveva fatto ricorso e ottenuto ragione da un'apposita commissione.

Ora il TF ha però dato ragione al fisco vallesano. Nella sentenza pubblicata oggi, l'Alta corte ha sostenuto che sono deducibili solamente gli importi inevitabili per l'ottenimento di un reddito ed è necessario un legame diretto con un'attività determinata.

Nello specifico, "le spese personali per la campagna di Viola Amherd, sostenute per la rielezione al Nazionale nel 2011, non rientrano nella categoria deducibile dalle imposte, poiché manca il legame diretto con l'attività professionale attuale, in particolare per l'assenza di coincidenza temporale".

Le spese sono infatti state effettuate nel 2011, ma riguardano un mandato che è durato dal dicembre 2011 al dicembre 2015. I costi si riferiscono quindi a un periodo successivo per il quale i candidati non avevano ancora ottenuto un mandato, chiarisce il TF.

Contattata dall'ats, la deputata si è detta contenta del fatto che la corte "ha fatto per la prima volta chiarezza su un argomento importante".

(Sentenza 2C_860/2014 e 2C_861/2014 del 24 maggio 2016).

sda-ats

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