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Maggiore trasparenza riguardo ai proprietari di aziende: è quanto vorrebbero nove manager svizzeri su dieci in tempi di tensioni geopolitiche e mercati finanziari irrequieti.

Lo rileva l'ultimo sondaggio "Comportamento imprenditoriale irregolare - conseguenze individuali" svolto della società di revisione EY (fino al 2013 Ernst&Young), pubblicato oggi. I risultati dimostrano che l'intensificazione della cooperazione internazionale nella lotta alla corruzione incrementa le esigenze delle aziende e dei loro dirigenti. L'accrescimento della criminalità informatica e le recenti tematiche dei paesi Offshore mettono pressione sui governi e sulle aziende per lottare contro le frodi e la corruzione, scrive EY.

In cima all'elenco delle priorità dei manager svizzeri figura la richiesta di maggiore trasparenza. L'inchiesta svolta tra ottobre 2015 e gennaio 2016, condotta presso 50 dirigenti svizzeri, mostra che il 92% vorrebbe maggiore trasparenza per quanto riguarda i proprietari di aziende. Ciò coincide ampiamente con la tendenza mondiale.

Più trasparenza è tuttavia solo una parte della soluzione di un problema così diffuso. Secondo il sondaggio nel mondo due manager su cinque crede che le pratiche di corruzione siano all'ordine del giorno nel proprio paese. A pensarla così in Svizzera è invece solo l'8% degli intervistati. Tuttavia, uno su tre ammette che comportamenti non etici per il raggiungimento di obiettivi finanziari siano giustificabili.

Tre svizzeri intervistati su cinque approvano l'impegno delle autorità a perseguire le attività criminali di singole persone. Si crede inoltre che ciò possa avere effetti dissuasivi dallo svolgere attività fraudolente e di corruzione.

Un'altra importante fonte di informazioni per sospetti comportamenti irregolari sono i whistleblower. La maggior parte dei partecipanti è a favore della realizzazione di hotline per segnalare gli abusi. Tuttavia, un manager svizzero su dieci sostiene che la propria lealtà verso i colleghi lo tratterrebbe dal comunicare un possibile caso. Inoltre il 12% afferma che la fedeltà alla propria azienda rappresenta un ostacolo.

sda-ats

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