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Rimane sotto sequestro in Ticino il presunto ritratto di Isabella d'Este, marchesa di Mantova (1474-1539), attribuito a Leonardo da Vinci. Il Tribunale penale federale (TPF) ha accolto un ricorso della sua proprietaria che si oppone al trasferimento in Italia.

Il ritratto, che si trovava nel caveau di una banca a Lugano, era stato sequestrato nel febbraio 2015 su richiesta delle autorità giudiziarie della Penisola. Queste indagano su una possibile violazione della legislazione italiana sui beni culturali, in base alla quale le opere che hanno più di 50 anni devono essere espressamente dichiarate all'esportazione.

La proprietaria Emidia Cecchini, una vedova originaria di Pesaro, afferma però che il dipinto appartiene alla sua famiglia da generazioni e si trova in Svizzera da oltre 100 anni: era già di sua nonna, di nobili origini, trasferitasi nel 2012 con il marito nel canton Argovia e poi a San Gallo, aveva dichiarato in una intervista pubblicata dal "Blick" il 14 febbraio 2015. La donna ha dunque presentato ricorso al TPF contro la decisione delle autorità ticinesi che avevano accolto la richiesta di trasferimento in Italia.

Nella sentenza pubblicata oggi, il tribunale di Bellinzona pone il veto alla consegna alle autorità italiane. Conferma tuttavia la confisca, sottolineando che la decisione di sequestro di queste ultime non è ancora esecutiva.

Il ritrovamento del quadro, un olio su tela di 61x46,5 cm, era stato annunciato con grande clamore ai primi di ottobre 2013 da "Sette": il magazine del "Corriere della Sera" pubblicava una lettera dello storico dell'arte Carlo Pedretti, 'massima autorità vivente su Leonardo', che attestava l'autenticità del dipinto e lo attribuiva almeno in parte al grande genio del Rinascimento (1452-1519).

Dopo il sequestro avvenuto il 9 febbraio 2015 era però scoppiata una controversia sull'autenticità del quadro. Il noto critico dell'arte e polemista Vittorio Sgarbi lo aveva definito un dipinto "da porta Portese inventato da Pedretti. Una crosta, di qualità modestissima che vale al massimo 2000 euro".

SDA-ATS