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"Nel settore pubblico finora la maggior parte dei casi di corruzione è avvenuto negli appalti", critica Transparency international

Keystone/THOMAS DELLEY

(sda-ats)

La proposta del Consiglio federale di modificare la legislazione sugli appalti pubblici, presentata ieri, solleva diverse critiche, non solo in parlamento. A far storcere il naso è in particolare la volontà di tenere segreti alcuni documenti.

Il progetto armonizza il diritto vigente come chiesto dall'economia, ma introduce importanti restrizioni nell'accesso agli incarti. Per la popolazione e i media non sarà più possibile consultare i documenti e valutare come le autorità gestiscono il denaro dei contribuenti in occasione di acquisti di beni e servizi.

"Siamo molto sorpresi e interessati a capire le ragioni del governo", ha dichiarato all'ats il presidente della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S), Hans Stöckli (PS/BE). "Seguiamo la questione da vicino", ha aggiunto.

Per Alfred Heer, presidente dell'omologa commissione del Nazionale (CdG-N), nel settore degli acquisti pubblici molte cose non funzionano a dovere. I parlamentari non possono occuparsi di tutto e neanche la commissione. "Perciò i suggerimenti dei giornalisti sono importanti."

Inchieste giornalistiche hanno portato alla luce attività illecite nell'attribuzione degli appalti in seno alla Segreteria di Stato dell'economia (Seco), ha aggiunto, e queste rivelazioni hanno impegnato anche la commissione. Fa "parte della democrazia diretta il fatto che la stampa riveli scandali".

Le messe in guardia vengono da tutti gli schieramenti. Il presidente del PPD, Gerhard Pfister (ZG) si è detto "fondamentalmente critico", mentre Petra Gössi (SZ), alla testa del PLR afferma di non credere nel segreto. "Per contrastare gli abusi, una limitazione della trasparenza non è di certo appropriata", ha rilevato.

Le nuove misure non piacciono neanche all'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza, Adrian Lobsiger, che ieri ha criticato le proposte del governo in modo severo. "Proprio nel settore particolarmente delicato degli appalti pubblici è assolutamente necessario applicare senza riserve la legge sulla trasparenza. Negare al pubblico l'accesso a questi atti risulta di difficile comprensione, anche perché nella procedura di consultazione nessuno ha espresso una richiesta in tal senso."

Ma le critiche non vengono solo dal mondo politico. In una nota, Transparency international afferma che agendo in tal modo il Consiglio federale apre le porte alla corruzione. Nel settore pubblico finora la maggior parte dei casi di corruzione è avvenuto negli appalti. Le violazioni hanno potuto essere portate alla luce solo grazie all'accesso del pubblico ai documenti, scrive l'organizzazione.

SDA-ATS