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È caduto il governo di Habib Essid.

KEYSTONE/EPA/STR

(sda-ats)

Fine dell'esperienza governativa per l'esecutivo tunisino guidato da Habib Essid. Come previsto, ieri il parlamento tunisino del Bardo, riunito in seduta plenaria, ha negato la fiducia al premier con 118 voti contrari, 3 a favore e 27 astenuti.

La parola ora passa al presidente della Repubblica, Beji Caid Essebsi che dovrà nominare il futuro candidato incaricato a formare un governo di coalizione allargata comprendente il maggior numero di parti politiche e sociali del Paese, così come previsto dal cosiddetto 'accordo di Cartagine', documento unitario firmato il 13 luglio scorso dai rappresentanti di nove partiti politici, sindacati e imprenditori nel quale viene fissata una tabella di marcia per la creazione del nuovo governo di unità nazionale e le sue priorità di intervento.

Tabella di marcia bloccata per il rifiuto di Essid di dimettersi chiedendo che fosse il parlamento a sfiduciarlo. "Ho la coscienza a posto, ho compiuto fino in fondo il mio dovere. Non sono attaccato al mio posto. Volevo, nel rispetto della Costituzione, rivolgermi al Parlamento, che mi ha dato la fiducia e che ha il potere di ritirarla", ha dichiarato oggi in aula. E così è stato.

L'esito del voto imprimerà una svolta decisiva all'iniziativa lanciata dal presidente Essebsi il due giugno scorso per la formazione di un nuovo governo di un unità nazionale in grado di superare il momento di stallo del Paese e velocizzare la messa in atto delle riforme economico-sociali necessarie allo sviluppo e alla crescita.

Il governo Essid era in carica dal gennaio 2015 con un rimpasto nel gennaio 2016. Le consultazioni per la formazione del nuovo esecutivo dovrebbero iniziare già domani.

sda-ats

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