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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP/POOL

(sda-ats)

A due settimane dal fallito golpe in Turchia e alla successiva purga messa in atto il presidente Recep Tayyip Erdogan insiste con il suo 'stile', abituale per lui quanto irrituale per un capo di Stato.

Ha invitato l'Occidente a "farsi gli affari propri" senza mettere bocca nelle misure repressive adottate da Ankara.

Parole che lo avvicinano sempre più alle posizioni dell'omologo russo Vladimir Putin con cui i rapporti sono tornati buoni dopo le scuse per l'abbattimento del caccia SU-24, lo scorso novembre, penetrato nello spazio aereo turco per 17 secondi. Abbattuto da due piloti di F-16 marchiati peraltro come "golpisti" dallo stesso Erdogan, a chiudere il quadro. I due leader si incontreranno il 9 agosto a San Pietroburgo.

Allo stesso tempo Erdogan ha compiuto un gesto di apparente distensione annunciando di aver ritirato tutte le cause per oltraggio a suo danno.

"Alcune persone ci danno consigli. Ci dicono che sono preoccupate. (Ma) fatevi gli affari vostri! Pensate alle vostre malefatte" ha esclamato Erdogan dal palazzo presidenziale di Ankara sottolineando con tono accusatorio che nessun membro di alcun governo occidentale ha finora visitato la Turchia dopo il golpe per partecipare al lutto del popolo.

"Neanche una singola persona - ha denunciato furente il presidente turco - è venuta a porgerci le condoglianze dall'Ue o dall'Occidente. E loro allora se ne sono usciti lamentandosi 'Erdogan è arrabbiato'. Quei Paesi o i loro leader che non sono preoccupati della democrazia in Turchia, delle vite del nostro popolo, del suo futuro, mentre sono tanto preoccupati del destino dei golpisti, non possono essere nostri amici".

sda-ats

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