Tutte le notizie in breve

La deriva autoritaria del presidente turco Recep Tayyip Erdogan dopo il tentato golpe sta allontanando Ankara da Bruxelles.

KEYSTONE/AP/EMRAH GUREL

(sda-ats)

"Una completa adesione della Turchia all'Ue è irreale" e anche la liberalizzazione dei visti scivola "in un futuro lontano".

Lo ha detto il capogruppo del Partito popolare europeo (Ppe) al parlamento europeo Manfred Weber, in un'intervista a Deutschlandfunk sul fallito colpo di Stato.

In conseguenza del dibattito sulla reintroduzione della pena di morte c'è da attendersi un processo di "pesante estraniazione" tra Bruxelles e Ankara, con possibili riflessi anche sul piano economico, ha aggiunto Weber.

Il presidente Recep Tayyip Erdogan deve decidere se continuare a dividere la società o adoperarsi per una riconciliazione, ha proseguito il capogruppo, sottolineando tuttavia la necessità di proseguire la collaborazione con la Turchia per perseguire gli interessi Ue: "I vicini non possiamo sceglierceli", ha concluso Weber.

Di tenore analogo le dichiarazioni del ministro degli esteri e vicepremier belga, Didier Reynders, all'arrivo al Consiglio esteri a Bruxelles. "Già c'erano derive che ci inquietavano in Turchia, bisogna che oggi non diventino eccessive".

I ministri europei, sottolinea, "sono molto preoccupati", hanno "timori" che in Turchia "si installi una deriva autoritaria" ed il Consiglio di oggi "ha il dovere di ottenere che ci sia una reazione corretta" e "proporzionata" da parte di Ankara.

Reynders osserva che "è normale che siano sanzionati i militari" per il tentativo di colpo di Stato ma "le decisioni prese sui magistrati ed il dibattito sulla pena di morte ci inquietano: avevamo chiesto alla Turchia di non proseguire la sua vecchia politica sulla pena di morte, riaprire il dibattito oggi non semplifica il rapporto con l'Unione europea". Erdogan finirà per trarre vantaggio dal tentato golpe? "È troppo presto per tirare conclusioni complete".

sda-ats

 Tutte le notizie in breve