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Quattro grandi banche estere, tra cui UBS e Credit Suisse, hanno ottenuto una proroga di un anno per sottoporre alle autorità di vigilanza degli Stati Uniti la loro bozza di "testamento" applicabile in caso di fallimento.

Lo rende noto un comunicato odierno della banca centrale americana Federal Reserve (Fed) e dell'agenzia federale di assicurazione sui depositi delle banche FDIC.

Le due grandi banche elvetiche, come pure la britannica Barclays e la tedesca Deutsche Bank, hanno ora tempo fino al primo luglio 2017 per sottoporre i loro scenari di smantellamento, ordinati in caso di bancarotta. Il termine inizialmente accordato sarebbe scaduto il primo luglio prossimo.

Fed e FDIC "hanno preso questa decisione alla luce della ristrutturazione significativa che queste imprese stanno conducendo" per conformarsi alla richiesta dalla Fed di creare una holding intermedia (Intermediate Holding Company o IHC)", indica il comunicato. La costituzione di una IHC dovrebbe facilitare la sorveglianza sulle operazioni di queste banche estere sul territorio americano, secondo la Fed.

La legge di riforma finanziaria Dodd Frank, adottata dopo la crisi finanziaria del 2008, esige dalle banche e dagli istituti non bancari che gestiscono 50 o più miliardi di dollari di attivi di prevedere strategie organizzate di smantellamento denominate "testamenti" ("living wills"). Questi istituti sono definiti di importanza "sistemica" o "too big to fail" - "troppo grandi per (essere lasciati) fallire" - perché un loro fallimento imprevisto metterebbe in pericolo l'insieme del sistema finanziario.

La Fed e la FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation) precisano che le quattro banche in questione riceveranno da parte delle autorità indicazioni che le guideranno nell'elaborazione dei testamenti.

sda-ats

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