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Sono stati scarcerati e sono già arrivati a Mosca i giornalisti Vitali Didenko e Ielena Glishchinskaia, accusati di separatismo in Ucraina.

Secondo Novaia Gazeta, ai due è stata concessa la grazia dal presidente ucraino Petro Porsohenko, in quello che appare a molti osservatori come un vero e proprio scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev dopo che oggi Putin ha concesso la grazia agli ucraini Ghennadi Afanasiev e Iuri Soloshenko, condannati rispettivamente per "terrorismo" e per "spionaggio".

Sia Didenko sia Glishchinskaia sono accusati di aver fatto parte della "Rada popolare della Bessarabia", un'organizzazione che secondo Kiev puntava all'indipendenza della parte meridionale della regione di Odessa. Glishchinskaia è arrivata a Mosca con il figlioletto di due mesi, che secondo il Cremlino avrebbe bisogno di cure mediche.

Afanasiev e Soloshenko sono stati trasportati in un ospedale di Kiev subito dopo il loro arrivo nella capitale ucraina. Secondo i media, sarebbero gravemente malati (uno avrebbe una "malattia del sangue" e l'altro un tumore).

Sempre stando al Cremlino, la scarcerazione di Didenko e Glishchinskaia sarebbe invece stata possibile grazie alla mediazione di Viktor Medvedchuk, rappresentante speciale della presidenza ucraina per le questioni umanitarie nel Gruppo di contatto.

Medvedchuk, leader del movimento filorusso 'Scelta ucraina', è molto vicino a Vladimir Putin, che ha fatto da padrino al battesimo della figlia. È però anche stato capo dell'amministrazione presidenziale del controverso ex capo di Stato ucraino Leonid Kuchma, che rappresenta il governo di Kiev nei vertici del Gruppo di contatto (Osce-Ucraina-Russia-separatisti) a Minsk.

sda-ats

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