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Il presidente Vladimir Putin e la cancelliera Angela Merkel

KEYSTONE/EPA DPA/WOLFGANG KUMM

(sda-ats)

Il confronto è su Ucraina e Siria, i due conflitti che stanno alimentando le tensioni planetarie fra Usa e Russia. Attorno al tavolo ci sono il presidente russo Vladimir Putin, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il capo di Stato francese Francois Hollande.

Riuniti in occasione di un raro summit del "Quartetto di Normandia", il formato che include anche l'Ucraina: segno che, nonostante i pessimismi, almeno sul fronte ucraino della crisi mondiale qualcosa si muove.

Alla vigilia del vertice, organizzato a Berlino, Merkel aveva avvertito che dall'incontro, sia sull'Ucraina che sulla Siria, non c'era da attendersi "miracoli".

Il Quartetto che prende il nome dalla regione francese in cui si svolse un primo summit nel giugno di due anni fa, non si riuniva dall'incontro di Parigi dell'ottobre scorso.

La cena di lavoro affronta un conflitto che dal 2014 ha causato oltre 9.600 morti e che gli accordi di Minsk dell'anno scorso, mediati proprio da Germania e Francia, hanno solo disinnescato a livello di aperte battaglie fra esercito ucraino e separatisti filo-russi lasciando aperto il problema di scontri minori e l'accordo politico in stallo.

Anche il Cremlino ha dichiarato di non attendersi alcuna "svolta" dalla cena di Berlino. Pessimista si è mostrato anche il presidente ucraino Petro Poroshenko. Il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha anticipato che un 'focus' dell'incontro sarebbe stato l'aumento del numero di aree dove i contendenti sono separati, agevolando così la tenuta della tregua.

Sulla Siria, questione che Merkel e Hollande affrontano con Putin dopo che Poroshenko lascia il tavolo, si punta a convincere il presidente russo a prolungare il cessate il fuoco imposto da due giorni ad Aleppo: lo ha anticipato Hollande sottolineando che i bombardamenti "del regime e dei suoi sostenitori è inaccettabile, intollerabile, insopportabile".

Merkel, come Parigi sempre più critica nei confronti dell'appoggio di Mosca al presidente siriano Bashar Al Assad, alla vigilia ha evocato la possibilità di sanzioni alla Russia non solo per l'annessione della Crimea ma anche per la Siria.

Mentre si cena e si discute in Siria si soffre e si muore: lo hanno ricordato attivisti che, nei pressi della cancelleria, hanno sparso in terra un centinaio di orsacchiotti di pelouche con fasce intrise di color rosso a simboleggiare ferimenti e uccisioni di bambini ad Aleppo.

sda-ats

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