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L'Unione democratica di centro (UDC) vodese ha deciso definitivamente ieri sera di escludere dai suoi ranghi Claude-Alain Voiblet e Pierre Oberson per aver "vandalizzato" manifesti di candidati democentristi durante la campagna per le ultime elezioni federali.

Riuniti in congresso a Savigny (VD), circa 150 delegati dell'UDC vodese hanno deciso di confermare - con 91 voti contro 57 e 3 astensioni - l'esclusione dalla sezione cantonale di Claude-Alain Voiblet, deputato in Gran Consiglio, presidente della sezione losannese e uno dei vicepresidenti dell'UDC svizzera. Stessa sorte - decisa con 101 voti contro 49 e 1 astensione - è toccata a Pierre Oberson, presidente dell'UDC del distretto di Losanna.

All'assemblea Voiblet ha riconosciuto di aver fatto "una scelta politica che non era quella giusta" e si è scusato, non ammettendo subito la sua partecipazione a una operazione di affissione selvaggia. Dopo aver ricordato il suo impegno di 32 anni in seno all'UDC, ha anche voluto rivolgere le sue scuse ai suoi figli per tutte queste sere impegnate nella politica.

Il segretario generale Kevin Grangier ha visibilmente convinto la maggioranza dei delegati che non hanno voluto dare un'altra opportunità al vicepresidente dell'UDC svizzera. Impossibile tuttavia conoscere il tenore dei dibattiti tra i delegati, in quanto la stampa è stata esclusa dalle discussioni che hanno preceduto il voto.

Resta il fatto che Grangier in precedenza era stato molto chiaro riguardo alla posizione della direzione: ci sono stati atti contro i manifesti del partito, menzogne ripetute e una rottura del rapporto di fiducia. I due protagonisti devono trarne le conseguenze.

Il caso occupa il partito da diversi mesi ma è stato in marzo che il Comitato centrale dell'UDC vodese aveva deciso di porre fine alla collaborazione con Voiblet, accusato di aver incollato, di notte, i suoi manifesti sopra quelli di altri colleghi di partito, candidati alle elezioni federali.

Gli era stato anche rimproverato di non aver assunto chiaramente le sue responsabilità. Stessa sentenza era stata pronunciata nei confronti di Pierre Oberson coinvolto nella medesima questione.

Voiblet e Oberson avevano successivamente fatto sapere che ricorrevano contro questa decisione, per questo motivo è stato necessario il voto dei delegati.

Nel corso della serata si è anche appreso che Voiblet aveva già lasciato "di sua volontà" il gruppo UDC in Gran Consiglio e le commissioni alle quali apparteneva. "L'abbiamo saputo dl segretariato del Gran Consiglio", ha precisato Grangier.

sda-ats

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