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Nuove tensioni tra Europa e Ungheria.

KEYSTONE/AP MTI/FERENC FUZESI

(sda-ats)

La Corte europea dei diritti umani ha bocciato la nuova legge per il riesame delle condanne a vita introdotta in Ungheria nel 2015, dopo aver già bocciato due anni fa la precedente legge che regolava la materia.

Con una sentenza, che sarà definitiva tra tre mesi, salvo ricorso delle parti, i giudici di Strasburgo hanno stabilito che la legge del 2015 viola il diritto dei condannati a vita, perché per ottenere un riesame della pena occorre prima scontare 40 anni in prigione.

"La Corte giudica che 40 anni d'attesa, prima che un detenuto possa, per la prima volta, sperare che una misura di clemenza sia applicata al suo caso, sia un periodo troppo lungo", si legge nella sentenza.

Budapest ha introdotto la nuova legge dopo essere stata condannata dalla Corte di Strasburgo nel 2014 perché anche la legge precedente violava i diritti dei condannati, prevedendo la grazia presidenziale come unica possibilità di scarcerazione.

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SDA-ATS