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Svolta inattesa nella vicenda che vedeva un ex oste di Erstfeld (UR) accusato di aver sparato su un cliente, rimasto incolume, e successivamente commissionato l'assassinio della moglie, rimasta gravemente ferita.

Il Tribunale d'appello ha ridotto notevolmente la propria pena per la prima accusa da 15 anni a 2 anni e 4 mesi mentre per la seconda lo ha assolto. Avendo già trascorso quasi quattro anni e mezzo in carcere l'uomo è quindi libero. Un altro processo fisserà un indennizzo per aver trascorso in prigione più tempo del dovuto.

Thomas Dillier, presidente della Corte, ha sorpreso tutti i 60 presenti oggi alla comunicazione della sentenza. L'uomo è stato assolto dall'accusa di aver commissionato l'assassinio della moglie poiché i moventi e gli indizi non escluderebbero un'altra dinamica dei fatti. Nel secondo processo d'appello le prove sono state inoltre interpretate in modo diverso: la ricostruzione dello sparo contro la moglie avrebbe dimostrato che i fatti non si sarebbero svolti come affermato dalla donna colpita.

Per quanto riguarda la seconda accusa, il Tribunale sostiene che l'imputato abbia sì fatto fuoco su un cliente ma, poiché non è più stato possibile ascoltare il testimone chiave, deceduto nell'agosto 2015, l'ex oste è da considerare colpevole di esposizione a pericolo della vita altrui e non di tentato omicidio. Il tribunale parte del presupposto che non si è trattato di un colpo mirato, ha affermato Dillier.

Entrambi i fatti avrebbero visto protagonista la stessa pistola. Non è tuttavia dimostrato che l'imputato abbia consegnato l'arma al sicario, ha precisato Dillier.

Quello conclusosi oggi è un nuovo capitolo in una vicenda che ha avuto parecchi colpi di scena. In primo grado l'uomo - proprietario di un locale a luci rosse - era stato condannato a 10 anni di carcere nel 2012. Nel processo d'appello il Tribunale superiore nel 2013 gli aveva inflitto 15 anni per tentato omicidio intenzionale ai danni del cliente (gli avrebbe sparato fuori dal locale di Erstfeld nel gennaio 2010) e tentato assassinio della moglie, per aver commissionato l'uccisione della donna (gravemente ferita da tre colpi d'arma da fuoco nel novembre del 2010). Lo sparatore, un giovane croato sulla trentina, era stato condannato a otto anni e mezzo di reclusione.

Nel dicembre 2014, il Tribunale federale (TF) ha annullato in parte la sentenza, confermando in via definitiva solo la condanna per il tentato assassinio della moglie. L'imputato è così tornato davanti ai giudici di Altdorf.

Nessuna influenza sulla sentenza ha invece avuto la teoria che la moglie abbia inscenato un complotto per rinchiudere il consorte dietro le sbarre. Tale ipotesi espressa dal sicario al programma "Rundschau" della televisione svizzera tedesca è poco credibile, ha precisato Dillier.

Sia il ministero pubblico che la difesa si sono mostrati sorpresi dell'orientamento che ha assunto la Corte. L'ultima parola non è però ancora stata detta. Secondo quanto pubblicato sulla pagina web del Blick il procuratore generale Thomas Imholz ha affermato che "dal punto di vista giuridico ciò non è comprensibile. Con tale decisione il tribunale d'appello contraddice la sua prima sentenza". E ancora: "Per prima cosa aspetterò le motivazioni per iscritto, poi, non escludo di presentare ricorso".

L'avvocato difensore Linus Jaeggi si è detto sollevato dall'assoluzione, tuttavia non si spiega la condanna per il colpo esploso contro il cliente. Una pena di due anni non è poco, ha riferito all'ats.

sda-ats

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