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Momenti di tensione ieri davanti alla Casa Bianca, quando un agente del Secret Service ha sparato ad un uomo armato ferendolo.

Secondo una prima ricostruzione l'aggressore si è avvicinato brandendo una pistola ad uno degli ingressi della residenza di 1600 Pennsylvania Avenue, all'altezza del West Executive Drive, da dove si accede agli uffici governativi.

Molti i passanti che in quel momento si trovavano nell'area, la maggior parte turisti. Immediata la reazione degli agenti che, dopo aver intimato all'uomo di gettare l'arma, di fronte al suo rifiuto hanno aperto il fuoco. Ferito all'altezza del torace, l'aggressore è stato trasportato in ospedale dove verserebbe in condizioni critiche.

Gli investigatori lo avrebbero identificato: si tratterebbe di un uomo di razza bianca, biondo e sui 30 anni. Nella sua auto, parcheggiata a nelle vicinanze della sparatoria sarebbero state trovate delle munizioni.

La Casa Bianca è rimasta in 'lockdown' per circa un'ora, senza che nessuno potesse uscire o entrare. Il presidente al momento della sparatoria non era comunque in residenza, essendosi recato alla base di Andrews per una sessione di golf, come spesso accade il venerdì pomeriggio. C'era invece il vicepresidente Joe Biden che è stato immediatamente messo al sicuro. Non è chiaro, invece, se negli appartamenti della first family vi fosse qualcun'altro.

L'allarme è cessato quando investigatori e forze dell'ordine hanno avuto la certezza che l'aggressore aveva agito da solo. Le indagini dovranno appurare ora il perché di tale gesto, se frutto o meno di una persona con disturbi mentali.

Non è la prima volta che la Casa Bianca è bersaglio di persone che vogliono colpirla o penetrarvi. Molti i casi degli ultimi anni che hanno messo in serio imbarazzo i vertici del Secret Service e che hanno portato ad un innalzamento delle misure di sicurezza.

sda-ats

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