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Una ballerina di burlesque si è vista negare all'aeroporto di Boston l'imbarco su un aereo della Jetblue per i suoi pantaloncini bianchi e neri troppo succinti: secondo un membro dell'equipaggio potevano offendere altri passeggeri perché "inappropriati".

La ballerina, in arte Maggie McMuffin, ha proposto di legarsi un pullover intorno alla vita o di avere una coperta da mettere sulle gambe durante il volo, ma il personale della compagnia l'ha obbligata a cambiare abiti, avvisandola che altrimenti non sarebbe salita a bordo del velivolo.

La donna è stata costretta quindi ad acquistare un paio di pantaloncini più lunghi in un chiosco dello scalo ma poi ha lanciato le sue accuse, anche sulle reti sociali, dove ha postato i due look, prima e dopo l'imbarco. A suo avviso si è trattato di 'body shaming' e 'slut shaming' (quando si fa vergognare una donna per il suo corpo o per il suo abbigliamento e comportamento, ndr) più che di sessismo aperto, ma è davvero dura togliere quelle due cose dalla misoginia".

Jetblue, pur difendendo l'operato del proprio personale, si è scusata con l'interessata, le ha offerto il rimborso per i pantaloncini nuovi e un credito per un altro volo. Ma McMuffin esige le scuse del pilota e che la compagnia analizzi il suo codice per l'abbigliamento, fissando una linea chiara per tutti i passeggeri.

sda-ats

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