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Un'immagine mostra degli operai polacchi durante una dimostrazione per protestare contro le condizioni di lavoro (foto d'archivio).

Keystone/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

È terminata la vertenza sorta il 30 agosto in un cantiere di Sainte-Croix (VD), dove un gruppo di sei operai polacchi aveva incrociato le braccia per protestare contro le condizioni di lavoro.

Un accordo è stato raggiunto in seguito all'intervento del consigliere di Stato vodese Philippe Leuba.

I lavoratori accusavano l'impresa edile Alpen Park di retribuirli da mesi con un salario oscillante da otto a nove euro l'ora per una cinquantina di ore di lavoro alla settimana. Il sindacato Unia, dal canto suo, sospettava anche irregolarità di pagamento delle quote sociali. La vertenza aveva indotto i cantoni di Vaud e Neuchâtel ad avviare un'inchiesta congiunta.

Dopo diversi incontri presenziati da Leuba è stato raggiunto un accordo, annuncia oggi il Canton Vaud. Le esigenze del CCL saranno ormai rispettate e gli operai riceveranno arretrati di stipendio e un risarcimento per torto morale di complessivi 62'000 franchi, precisa il sindacalista di Unia Laurent Tettamanti. L'impresa dovrà inoltre versare le quote sociali e le imposte.

Rallegrandosi per l'esito delle trattative, il sindacato chiede il rafforzamento dei controlli e delle sanzioni, nonché una base legale che consenta di sospendere le attività delle aziende in situazione irregolare.

I consiglieri di Stato Philippe Leuba e neocastellano Jean-Nat Karakash si rammaricano dal canto loro per l'esistenza di simili situazioni: il mancato rispetto delle regole del mercato del lavoro - dichiarano - è "inaccettabile e sarà sempre denunciato e sanzionato".

sda-ats

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