Tutte le notizie in breve

La consigliera nazionale bernese Regula Rytz assume da sola il timone dei Verdi svizzeri, che finora deteneva con la vodese Adèle Thorens. Riunita oggi a Zofingen (AG), l'assemblea dei delegati ha eletto alla presidenza Rytz per una durata di due anni.

La deputata bernese, unica candidata in lizza, ha ottenuto 129 voti su 131. L'assemblea non ha mancato anche di ringraziare la consigliera nazionale Thorens per l'impegno profuso. I delegati hanno rinnovato l'intera presidenza, composta di sei membri.

Nel suo discorso Rytz ha promesso che il partito discuterà dei limiti della critica e di forme economiche alternative, collaborando con i movimenti sociali. È chiaro che gli ecologisti non avranno sempre la stessa opinione, ma il dibattito fa parte di un partito vivace, ha aggiunto.

Dopo il no di febbraio all'iniziativa sull'attuazione dell'UDC, la lotta contro il populismo di destra dovrà proseguire, ha continuato la consigliera nazionale. "Chi semina disuguaglianze, raccoglierà conflitti, chi vende materiale bellico sarà confrontato con profughi e chi investe in aziende petrolifere dovrà fare i conti con la distruzione della natura e quindi con le migrazioni".

Il problema secondo Rytz non sono i rifugiati, ma la mancanza di responsabilità delle élite. La classe media e le fasce popolari sono sottoposte al dumping salariale, alla flessibilizzazione del lavoro e alla pressione volta a ottenere maggiori prestazioni.

Critiche sono state rivolte anche a UDC, PLR e PPD. Non serve a nulla - ha argomentato Rytz - che la nuova presidente liberale Petra Gössi inveisca un po' contro i democentristi: in realtà, in una prospettiva di politica economica lei e il futuro presidente PPD Gerhard Pfister si trovano sulla stessa barca con l'UDC.

Con l'arrivo dei nuovi presidenti ai vertici dei partiti borghesi si rischia di plasmare l'intera svizzera sul modello di Svitto e Zugo, ha messo in guardia Rytz, che in proposito ha usato due neologismi: "Verschwyzerung" e "Verzugerung", letteralmente qualcosa come "svittizzazione" e "zughizzazione".

Non è mancata infine una stoccata a Ueli Maurer: chi in questo paese paga normalmente le imposte viene considerato un fesso dal ministro delle finanze, che difende le piazze offshore e invita apertamente ad evadere il fisco, si è lamentata la presidente ecologista.

sda-ats

 Tutte le notizie in breve