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Diciotto mesi di carcere da scontare per "Carlos".

KEYSTONE/ENNIO LEANZA

(sda-ats)

Diciotto mesi di carcere da scontare e una riparazione morale di 3000 franchi alla vittima per tentate lesioni gravi: questa la condanna inflitta oggi dal Tribunale distrettuale di Zurigo al 21enne pluripregiudicato noto con il nome fittizio di "Carlos".

Il giovane il 29 marzo 2016 stese con un pugno una persona mandandola all'ospedale. Il pubblico ministero chiedeva due anni e mezzo di carcere, la difesa un anno soltanto al massimo per lesioni semplici.

Secondo l'atto d'accusa, Carlos viaggiava su un tram a Zurigo insieme ad altri due giovani conoscenti. A una fermata sarebbe nato un battibecco. Carlos, che praticava la boxe thailandese e recentemente si era convertito all'islam, avrebbe detto ai due di "non andare in giro a fare i gangster" ma di recarsi piuttosto una volta in moschea. Uno dei giovani gli avrebbe risposto che non erano affari suoi, al che Carlos gli avrebbe sferrato un pugno in faccia facendolo cadere. Il ragazzo oggi 20enne ha battuto la testa sull'asfalto, rompendosi la mandibola e procurandosi altre ferite ed escoriazioni.

In aula il presidente del tribunale ha ricordato a Carlos la lunga serie di condanne precedenti - oltre 30, di cui una da maggiorenne - per svariati reati, tra cui quello di lesioni gravi: nel 2011 aveva accoltellato ripetutamente alla schiena un giovane, per fortuna di entrambi sopravvissuto.

In aula l'imputato, che si trova in carcere preventivo dal 30 aprile, si è mostrato poco cooperativo e non ha risposto a molte domande postegli. Il procuratore Martin Bärlocher ha ribadito la sua richiesta di pena di 30 mesi di carcere. Ha invece rinunciato a domandare l'internamento, misura che andrà tuttavia considerata - ha detto - in caso di ulteriore recidiva. Una minaccia ripetuta anche dal giudice nella lettura della sentenza.

Da parte sua, la legale della vittima ha chiesto un risarcimento di 10'000 franchi, rifiutando l'affermazione di Carlos secondo cui si è trattato di legittima difesa e notando che questi pesava 24 chili più del suo assistito, che per di più è stato colpito all'improvviso.

Anche il procuratore ha parlato di "atto vile" e di "combattimento fra ineguali". Il colpo sferrato dall'imputato, giovane dal fisico massiccio oltre che pugile per hobby , è stato tale che lui stesso si è rotto un dito ed "è un caso che la vittima non sia rimasta gravemente ferita". Carlos - ha detto - non è "uno psicopatico totale" anche se ha problemi psichici: secondo una perizia psichiatrica il 21enne vede tutto quanto lo circonda come minaccia e ha sempre la sensazione di doversi difendere.

Il difensore di Carlos, Marcel Bosonnet, ha tentato di attenuarne le colpe: "Si sentiva aggredito e minacciato", ha affermato, sostenendo che il colpo non è stato sferrato in modo così violento e neppure così improvviso, visto che i due avevano già litigato sul tram, come riferito da una testimone.

Carlos, che è figlio di uno svizzero e di una brasiliana e ha problemi con la giustizia da quando aveva nove anni, si trova sotto i riflettori della stampa nazionale dall'agosto 2013, quando la tv svizzero-tedesca SRF mise in onda un documentario che riferiva delle misure di presa a carico nei suoi confronti dalla giustizia minorile zurighese. In alternativa al piazzamento in una struttura chiusa a Carlos era stato dato un appartamento di 4 locali e mezzo, con misure terapeutiche ed assistenza 24 ore su 24, e anche la possibilità di seguire lezioni di boxe thailandese, la sua passione. Il tutto per un costo di circa 29'000 franchi al mese.

Misure che sono servite a poco: Carlos ha continuato a delinquere. Lo scorso 28 agosto, nel suo primo processo da maggiorenne, il Tribunale distrettuale di Dietikon (ZH) gli ha inflitto una pena pecuniaria di 33 aliquote giornaliere da 30 franchi per danneggiamento. Nel 2014 il ragazzo aveva messo a soqquadro più celle dell'istituto per giovani delinquenti di Uitikon (ZH) dov'era stato rinchiuso, provocando danni per 9000 franchi.

Secondo quanto riferito ieri dalla "SonntagsZeitung" Carlos avrebbe causato problemi durante la carcerazione preventiva a Pfäffikon (ZH), danneggiando la sua cella, venendo alle mani con un codetenuto ed esasperando con il suo comportamento il personale. Attualmente è rinchiuso nel penitenziario di Pöschwies a Regensdorf (ZH).

In aula Carlos ha lanciato pesanti accuse riguardo alle condizioni di detenzione, usando persino il termine "tortura" per definire le privazioni cui è stato sottoposto. Secondo il suo avvocato, che esige un'inchiesta, è stato tenuto in isolamento, senza televisione né letture né qualcosa per scrivere. Gli è stato inoltre tolto il materasso per un mese e ha dovuto dormire sul "freddo pavimento", per nove giorni non ha avuto nemmeno una coperta e gli è stato negato anche il cibo: solo pane tre volte al giorno.

SDA-ATS