Tutte le notizie in breve

Il "Sechseläuten", la tradizionale festa delle corporazioni cittadine di Zurigo che segna l'arrivo della primavera, si è svolta quest'anno sotto una pioggia battente.

La testa del Böögg, il pupazzo gigante imbottito di petardi che simboleggia l'inverno, è esplosa 43 minuti e 34 secondi dopo l'accensione della pira, avvenuta alle 18.00: una durata record, che lascia quindi presagire, secondo la credenza popolare, un'estate gelida.

Una morte precoce del pupazzo alto tre metri e mezzo preconizza un'estate calda, mentre oltre i 15 minuti le previsioni non sono considerate buone. Il precedente record di durata, 40 minuti, risaliva al 1988.

L'affidabilità di questa credenza è stata però clamorosamente smentita negli ultimi due anni: l'anno scorso il pupazzo era esploso dopo oltre 20 minuti, ma l'estate è stata fra le più calde degli ultimi anni; situazione inversa nel 2014, quando ci vollero poco più di 7 minuti per vedere esplodere il Böögg.

I festeggiamenti, iniziati sabato, sono stati caratterizzati dal maltempo. Il consueto corteo attraverso la città vecchia, al quale hanno preso parte circa 3500 affiliati delle corporazioni e 1500 invitati, è partito alle 15.00 sotto una pioggia incessante.

Fra gli ospiti figuravano come ogni anno esponenti della politica, dell'economia, dello sport e dello spettacolo: fra questi il consigliere federale Ueli Maurer, il CEO di Credit Suisse Tidjane Thiam, il presidente del cda di Roche Christoph Franz, la presentatrice ed ex Miss Svizzera Christa Rigozzi e l'ex allenatore della nazionale di calcio Gilbert Gress.

Il cantone ospite della manifestazione è stato quest'anno Lucerna. La pioggia ha visibilmente ridotto il numero di spettatori della parata in costume, che si è diretta verso la piazza del Sechseläuten, dove il Böögg è stato eretto sopra un ammasso di fascine. Alle 18.00 il fuoco è stato appiccato e i cavalieri hanno iniziato a compiere i loro caroselli intorno al rogo in attesa dell'esplosione.

La tradizione pluricentenaria del "Sechseläuten" (letteralmente "suonare le sei") è legata agli scampanii della cattedrale Grossmünster, che segnavano la fine della giornata lavorativa: con l'inizio della primavera si smetteva alle 18.00 invece che alle 17.00. La festa della primavera, menzionata per la prima volta per iscritto nel 1525, viene celebrata nella forma attuale dal XIX secolo.

sda-ats

 Tutte le notizie in breve