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Una grande centrale a carbone in Germania

Keystone/AP/Martin Meissner

(sda-ats)

I ministri dell'Ambiente dell'Ue, dopo un difficile negoziato, hanno raggiunto una posizione comune sul mercato delle emissioni di gas a effetto serra (Ets).

L'accordo spiana la strada a sua volta al negoziato con Commissione ed Europarlamento per definire il funzionamento del sistema Ets del prossimo decennio, con lo scopo di ridurre del 43% le emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 2005.

Alla base dell'accordo c'è un compromesso tra i Paesi che hanno profuso più sforzi sulla performance ambientale e quelli più preoccupati della competitività dell'industria Ue. Paesi del primo schieramento come Francia, Svezia e Lussemburgo ottengono un'apertura sulla possibilità di cancellare la validità di parte delle quote in eccesso a partire dal 2024 e a determinate condizioni.

Italia, Germania e altri incassano la possibilità di una riduzione del 2% delle quote da mettere all'asta (fissata al 57%) in caso di penuria di quote gratuite. La percentuale potrebbe crescere nel negoziato con le altre istituzioni Ue, in ragione del fatto che l'Europarlamento nella sua mozione chiede il 5%.

Sulla riforma del sistema di compensazione dei costi indiretti il compromesso prevede un tetto a livello Ue del 25% sui proventi delle aste che i diversi Stati possono usare per coprire i costi indiretti. Oggi la compensazione dei costi che si trasferiscono sui prezzi al consumo dell'energia è su base nazionale e finisce per avvantaggiare le industrie dei paesi con meno vincoli di bilancio.

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SDA-ATS