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Afghanistan: Comitato Croce Rossa riduce attività dopo attacchi

Il Il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha annunciato la decisione di ridimensionare fortemente la sua presenza in Afghanistan (foto d'archivio) KEYSTONE/EPA/MUTALIBA SULTANI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 ottobre 2017 - 12:25
(Keystone-ATS)

Il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha annunciato la decisione di ridimensionare fortemente la sua presenza in Afghanistan a causa dei persistenti rischi di sicurezza a cui deve fare fronte il personale impegnato nelle strutture sanitarie.

In dichiarazioni alla stampa la responsabile della delegazione afghana del Cicr, Monica Zanarelli, ha spiegato che "dal dicembre 2016 le strutture della Cicr sono state colpite direttamente tre volte nel nord del Paese, e fra queste anche quella che era considerata la più sicura, il Centro di riabilitazione di Mazar-e-Sharif. Questi incidenti non hanno colpito solo il Cicr in Afghanistan ma l'organizzazione nel suo complesso".

Zanarelli ha precisato che la decisione è stata adottata dopo intense discussioni con il quartier generale del Cicr a Ginevra.

In conseguenza di essa, saranno chiusi gli uffici nel nord di Maimana (provincia di Faryab) e Kunduz City (Kunduz), mentre la rappresentanza a Mazar-i-Sharif (Balkh) sarà fortemente ridimensionata. Il Centro di riabilitazione in questa città resterà aperto, ma il Circ sta studiando la possibilità di cederne la gestione ad altre organizzazioni o al governo afghano.

Anche nel resto del Paese, ha aggiunto la responsabile italiana, "stiamo pensando ad una riorganizzazione e alla definizione di piani sociali per aiutare lo staff che perderà il lavoro per la cessazione delle attività".

"Voglio però essere molto chiara - ha concluso Zanarelli - sul fatto che siamo in Afghanistan da 30 anni e che non ce ne stiamo andando. Dobbiamo però operare per dare il massimo di sicurezza al nostro personale in modo da assistere il più possibile i civili colpiti dal conflitto".

Solo nell'ultimo anno un membro dello staff del Cicr è stato sequestrato in Kunduz, sei altri sono stati uccisi e due sequestrati nella provincia di Jawzjan, mentre una fisioterapista è stata uccisa da un paziente a Mazar-i-Sharif.

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