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Afghanistan: Obama, basta guerra

(Keystone-ATS) Il più grande vertice della storia della Nato, a Chicago, si è concluso con un accordo cruciale per il passaggio di consegne alle forze di sicurezza afghane entro la metà del prossimo anno, in un percorso “irreversibile” verso la fine della guerra più lunga, sanguinosa e impopolare condotta dall’Alleanza.

In cambio della fine dell’intervento militare e del ruolo combattente, gli alleati e i loro partner si impegnano a non abbandonare l’Afghanistan facendosi carico di 4,1 miliardi di dollari l’anno a partire dal 2015 per pagare e addestrare l’esercito nazionale afghano.

“Ora possiamo davvero finire questa guerra”, ha detto il presidente Usa Barack Obama, salutando l’accordo sulla exit strategy che gli consente di confermare il piano di ritiro delle truppe americane prima delle elezioni di novembre per il secondo mandato. “Nel momento in cui gli afghani sono chiamati ad assumersi le proprie responsabilità, non saranno abbandonati”, ha assicurato Obama parlando davanti ai leader della Nato e allo stesso presidente dell’Afghanistan, Hamid Karzai.

La dichiarazione finale del summit precisa che entro il 2013 la responsabilità della sicurezza passerà completamente alle forze afghane consentendo alle 130 mila truppe Isaf (4000 quelle italiane) di ridurre la loro presenza e cambiare il loro ruolo. “Nel corso del 2013 ci aspettiamo che le forze di sicurezza afghane abbiano il controllo di tutto il territorio: con il passaggio in prima fila delle forze afghane, le nostre faranno un passo indietro, da ruolo combattente a ruolo di sostegno”, ha spiegato il segretario della Nato Anders Fogh Rasmussen.

Restano le incognite sulla reale capacità delle forze afghane di impedire che il paese ricada nel caos e finisca di nuovo nelle mani dei talebani. “Siamo consapevoli di questo aspetto, ma credo che saremo in grado di fargli fronte”, ha detto Rasmussen. Secondo media internazionali, Usa e Gran Bretagna manterranno alcune centinaia di uomini sul terreno anche dopo il 2015, con ruoli di intelligence e di antiterrorismo. Ma il compito principale sarà l’addestramento e il sostegno dell’esercito afghano.

“La Nato è pronta a lanciare una nuova missione di training e di assistenza”, ha annunciato Rasmussen, precisando che “non sarà una nuova Isaf”. I 28 hanno concordato per alleggerimento del numero degli effettivi di esercito e polizia afghani a 228.500 dopo aver raggiunto il numero massimo di 352.000 entro la fine di quest’anno.

La bolletta annua è stata fissata in 4,1 miliardi di dollari. Kabul si impegna a contribuire con 500 milioni di dollari nel 2015, ma poi l’importo aumenterà progressivamente fino a quando l’Afghanistan non sarà in grado di far fronte da solo ai costi di un esercito nazionale. La dichiarazione precisa: “non più tardi del 2024”.

L’impegno finanziario della comunità internazionale sarà definito dalla conferenza dei donatori a Tokyo, il prossimo luglio, ma a Chicago sono state raccolte molte promesse.

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