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In ambito umanitario Berna distribuisce più denaro contante di cibo. In questo modo responsabilizziamo le persone in difficoltà, sottolinea Manuel Bessler, delegato svizzero per l'aiuto umanitario, in un'intervista pubblicata dai giornali del gruppo Nordwestschweiz.

Diversi studi evidenziano come la liquidità venga spesa per necessità di base, come alimenti, farmaci o formazione scolastica. Questo tipo di aiuto è inoltre più efficace, perché consente di evitare i costi di deposito delle merci e rafforza il sostegno ai mercati locali.

Bessler cita l'esempio di Haiti, dove dopo l'uragano Matthews è stato istituito un progetto del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite per la creazione di un sistema di versamenti tramite telefoni cellulari, in collaborazione con un operatore locale. Con pochi clic, le persone in difficoltà hanno potuto trasferire soldi sulla loro carte SIM.

"In questo momento lavoriamo a un sistema che possa coprire un'ampia fetta del territorio", aggiunge, sottolineando come la digitalizzazione stia modificando i profili professionali richiesti nel settore. "Stiamo cercando più analisti, economisti e contabili, meno personale logistico."

La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sta mettendo a punto, in cooperazione con il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), un nuovo modello di finanziamento denominato Humanitarian Impact Bonds (HIB). Vogliamo incoraggiare i privati a fare più donazioni per programmi umanitari mirati, precisa Bessler.

I privati potrebbero per esempio prefinanziare la costruzione di ospedali. Una volta realizzati e gestiti con successo, essi potrebbero essere venduti a investitori pubblici. Questo sistema permetterebbe agli Stati di non accollarsi tutti i rischi, finanziando solo i progressi concreti.

Il modello indicato potrebbe tuttavia sollevare dubbi sotto il profilo etico, annota in conclusione Bessler, ricordando come il fossato tra bisogni materiali e mezzi a disposizione continui ad essere ampio.

SDA-ATS