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Analisti ottimisti su congiuntura, ma pessimisti su impiego

L'economia tira, ma la disoccupazione sale. KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 gennaio 2021 - 14:00
(Keystone-ATS)

Nonostante le incertezze dovute alle nuove varianti del coronavirus gli analisti finanziari rimangono ottimisti, perlomeno riguardo alla congiuntura e all'andamento borsistico. In parallelo però tre esperti su quattro prevedono un aumento della disoccupazione.

L'indice sulle prospettive economiche calcolato da Credit Suisse e da CFA Society Switzerland sulla base di un sondaggio fra gli esperti si è attestato in gennaio a 43,2 punti, valore di 3,6 punti inferiore a quello di dicembre, si evince dai dati pubblicati oggi. Concretamente questo significa che sono più numerosi gli specialisti che nei prossimi sei mesi si aspettano un rafforzamento della dinamica economica di quelli che puntano sull'evoluzione opposta. L'indice era a 8,3 nel gennaio 2020 ed era crollato a -45,8 in marzo, per poi risalire nei mesi successivi.

Tornando a gennaio 2021 e scendendo nei dettagli, l'11,4% degli interrogati è convinto che nei prossimi sei mesi non vi saranno cambiamenti nella situazione congiunturale, il 65,9% si aspetta un miglioramento e il 22,7% pronostica un peggioramento (valori che determinano poi l'indice complessivo: 65,9 meno 22,7 = 43,2).

Rispetto a dicembre sono in aumento gli ottimisti (+2,1 punti), ma ancora di più i pessimisti (+5,7), mentre si sfoltiscono le file di coloro che puntano sullo status quo (-7,7 punti). Un po' più negativo, nel confronto mensile, è anche il giudizio sulla situazione attuale, con un indice a -34,1 punti (-2,2 punti).

Il lieve peggioramento delle stime per il futuro elvetico si accompagna a un'analisi analoga per la Cina (-7,9 punti a 43,1), mentre appaiono in miglioramento le prospettive per l'Eurozona (+5,0 punti a 45,4 punti) e gli Stati Uniti (+1,2 a 52,3 punti).

Tornando entro i confini della repubblica dei 26 cantoni aumentano gli esperti che si aspettano un incremento dell'inflazione (41%, +15 punti). La maggioranza (52%, -22 punti) non prevede però cambiamenti e pochi (7%, -7 punti) scommettono su una contrazione.

I tassi sono attesi fermi nel corto termine (93%); pochissimi li pensano in calo (2%) e solo una sparuta minoranza (5%) vede all'orizzonte un aumento. Anche sul lungo termine solo il 40% ipotizza una progressione: rimane ancora più consistente la quota di chi non scorge mutamenti (58%) e vi è addirittura chi non esclude una flessione (2%).

Il 65% degli interrogati prevede inoltre una progressione dell'indice di borsa SMI, mentre il 19% punta su valori stabili e il 16% su una flessione. Riguardo ai cambi, il 55% del campione ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso euro/franco, il 21% si aspetta un indebolimento del franco e il 24% un rafforzamento. Sul fronte della disoccupazione il 72% vede una crescita dei senza lavoro, il 23% una stagnazione e il 5% un calo.

Al sondaggio, effettuato fra il 14 e il 21 gennaio, hanno partecipato 44 analisti.

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