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Remo Lütolf

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

Il Ceo di ABB Svizzera Remo Lütolf esprime in un'intervista il suo sostegno alla Strategia energetica 2050, in votazione il 21 maggio. Insieme a più di altre 100 aziende, nel 2015 il gigante dell'elettrotecnica aveva manifestato i propri dubbi riguardo al progetto.

"Già all'epoca l'avevamo approvato in linea di principio, in quanto tecnicamente fattibile", spiega Lütolf all'Aargauer Zeitung, specificando che la riserva principale era legata all'ingente aumento della rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC).

"Avevamo chiesto di porre un limite temporale allo stanziamento di questi fondi e la rivendicazione ha portato i suoi frutti, dato che il parlamento ha risposto inserendolo nel progetto di legge", prosegue il numero uno della filale elvetica del gruppo svizzero-svedese, secondo cui questa decisione è stata cruciale nel convincerlo a supportare il 'sì'.

ABB è membro dell'organizzazione padronale dell'industria delle macchine, elettrotecnica e metallurgica Swissmem, che ha invece invitato il popolo a votare 'no'. Lütolf afferma di rispettare questa posizione, aggiungendo che "l'energia non è un argomento politico o economico, bensì vincolato alla sostenibilità. Le tecnologie per raggiungere gli obbiettivi esistono già e ho fiducia nella capacità di innovazione e ricerca della Svizzera".

Secondo Lütolf sarà possibile raggiungere una migliore efficienza energetica grazie al risparmio derivato ad esempio da mobilità elettrica, illuminazione stradale e privata, riscaldamento dell'acqua e costruzione di nuove abitazioni.

"Abbiamo oltre 30 anni per ridurre il consumo di energia: da qualche anno un'inversione di tendenza è già in atto. Ciò comporta sicuramente costi elevati, che però si possono contenere con un'efficienza più spiccata e tramite l'utilizzo di nuove tecnologie come i pannelli solari, meno care e più versatili", evidenzia il direttore generale di ABB.

Lütolf porta poi l'esempio di un edificio a Brütten (ZH), la prima abitazione plurifamiliare al mondo autosufficiente dal punto di vista energetico. L'immobile, dotato di nove appartamenti, non ha bisogno di corrente, gas o olio da riscaldamento proveniente dall'esterno. "Ha tutti i comfort di una casa moderna, tra cui l'ascensore. È costata circa il 15% in più, ma ne vale la pena e funziona: non si rischia di fare una doccia gelata. Sebbene lo scorso inverno sia stato piuttosto freddo, nessun residente ne ha risentito".

Nell'intervista alla testata argoviese, Lütolf ribadisce che le centrali nucleari vanno sostituite, anche in ragione della loro bassa competitività, e che è necessario riuscire a sfruttare meglio l'enorme potenziale del solare.

La prospettiva di limitazioni future legate al consumo di energia quando ci si lava o si cucina è solamente una pura speculazione, conclude Lütolf, che ritiene le tecnologie intelligenti in grado di tenere sotto controllo lo sfruttamento delle risorse.

SDA-ATS

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