Prospettive svizzere in 10 lingue

CF: plurilinguismo, ancora lontani da obbiettivi

(Keystone-ATS) Da un’inchiesta svolta nel 2011, in seno all’amministrazione federale solo il 73% dei collaboratori lavora nella lingua ufficiale di propria scelta. Lo indica una nota odierna del Dipartimento federale delle finanze (DFF), secondo cui l’applicazione dell’articolo 9 della legge sulle lingue – diritto di lavorare nella propria lingua – non è ancora raggiunta.

Ma in merito alla promozione del plurilinguismo – il cui rapporto quadriennale per il periodo 2008-11 è stato approvato oggi dal Consiglio federale – in seno all’amministrazione federale, il DFF è convinto che “il numero crescente di partecipanti ai corsi di lingua, in particolare di italiano, e il potenziamento dei servizi di traduzione contribuiranno a raggiungere nel breve periodo gli obiettivi perseguiti dalla legge sulle lingue”.

Per quanto riguarda la rappresentazione delle lingue nazionali, dal rapporto dell’Ufficio federale del personale risulta per gli italofoni una percentuale del 6,7% (valore di riferimento: 7%), per i francofoni del 21,2% (valore di riferimento; 22%), e per i tedescofoni del 71,8% (valore di riferimento: 70 %). I romanciofoni nell’amministrazione sono lo 0,3% (valore di riferimento: 1 %).

Italofoni: si marcia sul posto

Stando ai dati globali del documento, dal 2008 al 2011, la rappresentanza di italofoni nell’Amministrazione federale è rimasta al palo: 6,7%. Stagnazione anche per i romanciofoni allo 0,3%. Vi è stato invece un incremento per i francofoni (dal 20,4% al 21,2%, +0,8). In flessione i tedescofoni (dal 72,7% al 71,8%).

Il rapporto sottolinea l’esistenza di grandi differenze tra i Dipartimenti, in parte spiegabili con la posizione geografica di certi uffici e l’esistenza o meno di un importante apparato di traduttori, come in seno alla Cancelleria federale. Qui, per esempio, la presenza di italofoni raggiunge il 19%.

Circa i singoli Dipartimenti, al 31 dicembre 2011 le persone che indicavano l’italiano come prima lingua erano il 4,6% agli Esteri, il 5,3% all’Interno, il 6,5% a Giustizia e Polizia, il 5,3% al Difesa, il 10,8% alle Finanze, il 3,5% all’Economia e il 5,1% ai Trasporti. Insomma, a parte la Cancelleria federale e il Dipartimento federale delle finanze, gli italofoni sono sotto rappresentati dappertutto. La situazione è nettamente migliore per i francofoni. I romanciofoni sono vere e proprie mosche bianche in seno all’amministrazione federale.

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