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La Centrale nucleare di Fessenheim, in Francia (foto d'archivio)

Keystone/EPA FILE/CHRISTOPHE KARABA

(sda-ats)

Il decreto del governo francese sulla chiusura della centrale nucleare di Fessenheim è stato pubblicato oggi sul Foglio ufficiale.

Il testo precisa tuttavia che la chiusura definitiva del sito, che si trova in Alsazia, è condizionato dalla messa in servizio di un nuovo reattore a Flamanville (Normandia). Ciò avverrà al più presto nel 2019.

Emettendo il principio della chiusura dell'impianti nucleare più vecchio del paese, il governo francese potrà dire di aver mantenuto le promesse fatte dal presidente François Hollande durante la campagna elettorale. Venerdì, Ségolène Royal, ministra dell'ecologia e dell'energia, aveva parlato di un processo "inarrestabile".

La notizia è stata accolta con favore a Basilea. "Se la chiusura di Fessenheim si conferma, non possiamo che salutarla", ha precisato oggi all'ats il responsabile del dicastero della sanità Lukas Engelberger (PPD). "È una buona notizia per la salute e la sicurezza della regione", ha aggiunto precisando comunque di non aver ancora avuto l'occasione di scorrere il decreto relativo. "Adesso non resta che attendere la sua applicazione", ha concluso.

Ben diversa la reazione in Francia. I sindacati temono per i posti di lavoro. La centrale occupa direttamente o indirettamente circa 2000 persone. Ségolène Royal ha comunque affermato che la chiusura non provocherà "nessuna soppressione d'impieghi da parte del gestore dell'impianto EDF", il gigante francese produttore di energia elettrica, perché dovrà essere attivato un ampio cantiere di smantellamento.

"È solo fumo negli occhi", ha rilevato oggi Marie-Claire Cailletaud, portavoce del sindacato CGT. I rappresentanti delle maestranze parlano di fretta puramente elettoralistica e di un "decreto inutile" che non fa che confermare le decisioni prese da un recente consiglio di amministrazione di EDF.

Anche gli ecologisti non risparmiano le critiche. "Il fumo negli occhi continua", ha affermato Martial Château, della rete Uscire dal nucleare. Ritiene che legare la chiusura di Fessenheim all'avvio di Flamanville permetterà a EDF di rimettere in discussione "senza difficoltà" questa disattivazione. Gli ecologisti da anni si battono per chiudere l'impianto sorto nel 1977. Il nucleare è la prima fonte di produzione di elettricità in Francia con una quota di circa il 75%.

Venerdì, il consiglio di amministrazione di EDF ha convalidato la chiusura della centrale nucleare di Fessenheim, vicina alla frontiera con Svizzera e Germania, ma non subito e con delle condizioni. La domanda della chiusura, infatti, verrà mandata da EDF al governo 6 mesi prima della ripresa dell'Epr, il reattore di nuova generazione, della centrale di Flamanville, nel nord della Francia, previsto al più presto nel 2019.

SDA-ATS