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La Confederazione dovrebbe obbligare le FFS a sospendere fino al 2020 la prevista chiusura di 52 punti vendita di biglietti gestiti da terzi. Il Consiglio nazionale ha approvato una mozione in tal senso.

Le Ferrovie federali avevano annunciato nel settembre dello scorso anno che dal 2018 avrebbero abbandonato le collaborazioni con i partner di distribuzione Migrolino, La Posta e Valora, nonché con i gestori delle stazioni private. Le FFS giustificano la loro decisione con la diminuzione delle vendite tramite questi canali e il forte aumento dell'acquisto di biglietti elettronici. Il risparmio previsto è di 5 milioni di franchi.

Contro la chiusura dei 52 punti vendita partner l'Associazione traffico e ambiente (ATA) ha lanciato una petizione che ha raccolto 32 mila firme, ha ricordato oggi in aula il relatore commissionale Thomas Ammann (PPD/SG). Secondo l'ATA il "modello agenzia" funziona "in modo efficace e vantaggioso".

La strategia di risparmio delle FFS lancia un segnale sbagliato nel momento sbagliato e implica una riduzione delle prestazioni contraria ai principi del servizio universale, ha sostenuto ancora Thomas Ammann. È anche importante garantire che le persone anziane e portatrici di handicap possano continuare a procurarsi i biglietti in maniera semplice e accessibile, ha aggiunto.

La consigliera federale Doris Leuthard ha invano ricordato che la decisione di sospendere la vendita di biglietti tramite terzi rientra nelle competenze operative dell'ex regia, nelle quali il Consiglio federale e il Parlamento non devono intervenire. "Il servizio universale non prevede del resto che le FFS gestiscano uno sportello per la vendita di biglietti in ogni comune, nel mio ad esempio non c'è", ha aggiunto la ministra dei trasporti.

L'atto parlamentare passa ora al Consiglio degli Stati.

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SDA-ATS