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Post-crisi e Haiti al centro del WEF di Davos

Trarre insegnamenti dalla crisi economica e finanziaria per evitare che un evento simile si ripeta: è la sfida della 40esima edizione del Forum economico mondiale (WEF), in programma dal 27 al 31 gennaio a Davos. La stretta attualità ha però nel frattempo portato in primo piano anche il tema di Haiti e del dopo Copenaghen.

«Dobbiamo ripensare i nostri valori», ha spiegato il fondatore del WEF, Klaus Schwab, nella conferenza stampa di presentazione a Cologny, nei pressi di Ginevra. «Occorre rivedere non solo l'agenda internazionale, ma anche le istituzioni e l'attuale sistema di cooperazione globale».

La 40esima edizione del forum si apre all’insegna del motto "Improve the State of the World: Rethink, Redesign, Rebuild" (Migliorare lo stato del pianeta: ripensare, ridesegnare , ricostruire). Il mondo è cambiato tanto negli ultimi dodici mesi: il pericolo è che la crisi finanziaria del 2008, trasformatasi in una crisi economica nel 2009, sfoci in una crisi sociale nel 2010, ha messo in guardia Schwab, complice l'indebitamento degli Stati e la disoccupazione.

Al convegno parteciperanno 2500 personalità della politica e dell'economia, fra cui 30 capi di stato e di governo e oltre 60 ministri. Il forum sarà aperto dalla presidente della Confederazione Doris Leuthard e dal suo omologo francese Nicolas Sarkozy.

Per la Svizzera fra i corridoi del simposio si aggireranno anche il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz, il neopresidente della Banca nazionale Philipp Hildebrand e il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, Jakob Kellenberger. A farla da padrone saranno però i dirigenti delle multinazionali.

A Davos non figurerà invece alcun rappresentate della Libia: fintanto che le relazioni fra Berna e Tripoli non saranno tornate nella normalità, non «potremo contare su alcuna partecipazione libica a Davos», ha precisato Klaus Schwab.

swissinfo.ch e agenzie

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