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Secondo il Consiglio federale, l'idea del consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega/TI) non realizzabile.

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Valutare l'ammontare dei fondi, provenienti dagli aiuti sociali percepiti in Svizzera e trasferiti da alcuni profughi nel loro paese d'origine è pressoché impossibile.

Lo rileva il Consiglio federale in risposta a due interventi parlamentari presentati da Lorenzo Quadri (Lega/TI) e Pirmin Bischof (PPD/SO), precisando che mancano le basi legali per tale operazione.

Nel suo postulato, il consigliere nazionale ticinese valuta a 17 miliardi di franchi i fondi che annualmente vengono trasferiti nel paese d'origine da migranti e chiede al governo di chiarire quale parte di questa enorme somma provenga da aiuti sociali percepiti in Svizzera e di proporre, in base al risultato, dei correttivi sotto forma di riduzione delle prestazioni sociali ai profughi. Sulla stessa linea l'interpellanza presentata dal "senatore" solettese.

Secondo il Consiglio federale è impossibile fornire i dati richiesti da Quadri: le cifre variano a seconda della definizione e della metodologia impiegate. I modelli di calcolo utilizzati dalla Banca nazionale svizzera (BNS), dalla Banca mondiale o dal Fondo monetario internazionale (FMI) non tengono inoltre conto degli stranieri che non sono registrati come lavoratori o che beneficiano dell'aiuto sociale.

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SDA-ATS