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Paolo Gentiloni salirà al Quirinale alle 17.30 con in tasca la lista dei ministri del nuovo governo da presentare al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella per sciogliere la riserva.

Il presidente incaricato ha annunciato l'appuntamento al Colle dopo l'ultimo giro di consultazioni chiuso con la delegazione del Partito democratico (Pd).

'Ho cercato di conciliare l'esigenza di tempi stretti, così come indicato dalle parole del capo dello Stato, con quella di ascoltare tutti. Rispetto le posizioni di tutti, sia di chi mi appoggia sia di chi non mi sostiene', ha detto.

Sarebbero stati sciolti gli ultimi dubbi sulla composizione del governo (con Angelino Alfano verso gli Esteri), tanto che i tempi si stringono e il giuramento del nuovo esecutivo potrebbe avvenire già stasera. Domani il passaggio di consegne con Matteo Renzi, il primo Consiglio dei ministri e la presentazione in Parlamento, a partire dalla Camera.

Dalla Direzione dei Dem (partito democratico) è arrivato il via libera unanime al nuovo esecutivo. Anche se la minoranza, in un documento, chiede 'discontinuità' rispetto al governo Renzi e annuncia che valuterà le singole misure in base 'alla capacità di ascolto delle esigenze del Paese'. 'Oggi - ha detto Roberto Speranza - stabilità è cambiamento'.

Al termine della Direzione, Renzi ha indicato per il Pd l'orizzonte del congresso a primavera 'con iscritti e primarie'. Una scelta su cui domenica deciderà l'Assemblea. Un passaggio che il partito affronterà, ha aggiunto, 'sapendo che c'è un appuntamento imminente con le elezioni perché è evidente che nell'arco dei prossimi mesi andremo alle elezioni politiche, che noi e gli altri più di noi in questi giorni hanno invocato'. La riflessione va aperta a partire dal risultato del referendum. 'Il nostro disegno è stato bocciato dagli elettori, vorrei discuterne nel modo più ampio ma senza cedere a rappresentazioni macchiettistiche'.

Quanto al confronto interno, 'non sono mai sfuggito alle mie responsabilità - ha detto il segretario - e nei prossimi mesi in leggerezza ma con tenacia sono determinato a chiedere rispetto per la comunità. Se c'è un partito che discute, dovrà discutere di tutto, anche di come si sta insieme, anche della lealtà che ci si deve assicurare, anche della selezione della classe dirigente e delle scelte delle politiche economiche e sociali'.

Hanno deciso di non partecipare alle consultazioni di Gentiloni Lega e Movimento Cinque Stelle (M5s), ma sia Matteo Salvini che Beppe Grillo hanno fatto sentire la loro voce. 'Non parteciperemo a votazioni per una fiducia non fiducia a un governo imbarazzante e vergognoso, formato con residuati della Prima Repubblica', ha detto il leader del Carroccio dopo la riunione del Consiglio federale a via Bellerio, annunciando che la Lega proporrà di votare con il Mattarellum e che resterà segretario fino alle elezioni per le quali il Carroccio comincerà a raccogliere le firme da sabato.

In piazza anche il M5s che, scrive Grillo sul blog, 'organizzerà una grande manifestazione per la dignità dei cittadini' entro il 24 gennaio, data dell'udienza della Consulta sull'Italicum. 'Loro continuino con le loro consultazioni, con le loro sceneggiate, noi compariremo in una piazza d'Italia e terremo lì una seduta parlamentare: sarà un flash mob per la democrazia dove a parlare e a essere ascoltati saranno i cittadini'.

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SDA-ATS