Gli Al-Shabaab sono tornati a colpire nella capitale somala Mogadiscio e soprattutto in Kenya, al confine con la Somalia, uccidendo una ventina di persone e causando anche oltre 15 feriti.

Le due autobomba nella capitale somala e un rudimentale ordigno esploso al passaggio di un mezzo della polizia nel sud del Kenya in serata non erano stati rivendicati. La matrice però pare chiaramente quella dell'organizzazione integralista al Shabaab, cellula somala di al-Qaida che vuole imporre alla Somalia una versione estrema della sharia, la legge islamica, e spingere il Kenya ad abbandonare la missione dell'Unione africana che con circa 21'000 uomini dal 2007 li combatte nel tormentato Paese dell'Africa orientale.

Il maggior numero di morti, almeno dieci poliziotti, sono stati causati dalla bomba esplosa in Kenya. C'è stato un solo sopravvissuto fra gli agenti che erano a caccia dei rapitori di tre riservisti della polizia appena sequestrati a Wajr East.

È poi di otto morti e 16 feriti, alcuni dei quali gravi, il bilancio di sangue causato da un'autobomba esplosa al posto di blocco principale nei pressi del parlamento somalo a Mogadiscio, violando una relativa calma instauratasi per settimane nella capitale somala.

Pochi minuti dopo è esplosa una seconda autobomba nei pressi di un posto di blocco su una grande arteria che conduce all'aeroporto internazionale "Aden Adde", senza però causare vittime. La polizia ha riferito dell'arresto di un sospettato.

Cacciati da Mogadiscio nel 2011, i "giovani" (al-Shabaab) hanno perso il controllo della maggior parte delle città ma hanno roccaforti nel centro-sud del paese, da dove organizzano attacchi micidiali come quello con camion-bomba da 512 morti e 316 feriti dell'ottobre 2017 a Mogadiscio che gli viene ascritto attribuendo loro la paternità di uno dei peggiori attentati terroristici dopo quelli dell' 11 settembre 2001.

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, in un rapporto al Consiglio di sicurezza circolato il mese scorso aveva notato che i raid con droni americani condotti negli ultimi due anni hanno compromesso l'operatività degli al-Shabaab spingendoli però a infiltrarsi in centri urbani dove diventano bersagli meno esposti.

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