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Una Doris Leuthard raggiante ha ringraziato il popolo per la fiducia espressa.

Keystone/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

La presidente della Confederazione Doris Leuthard ha ringraziato il popolo per la grande fiducia in seguito al "sì" scaturito oggi dalle urne sulla Strategia energetica 2050. Con il voto odierno "si apre una nuova pagina della nostra storia energetica", ha affermato.

La popolazione conferma la via intrapresa dal governo perché vuole più energie rinnovabili, maggiore efficienza energetica, più produzione locale e meno dipendenza dall'estero, ha sostenuto la Leuthard in una conferenza stampa a Berna. Dopo lunghi anni di dibattiti in parlamento la legittimazione popolare conduce la Svizzera in un futuro energetico moderno.

Per la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) il lavoro non è finito, ma la nuova legge permette di accompagnare il cambiamento in maniera attiva, sfruttando il know-how e il potenziale tecnologico.

La Leuthard ha quindi ricordato la tabella di marcia prevista dalla revisione della legge, con la maggior parte delle nuove regole che entrerà in vigore già l'anno prossimo. Con lo spegnimento della centrale atomica di Mühleberg (BE) l'anno seguente inizierà tutto il processo di trasformazione. Nei prossimi due anni bisognerà anche scegliere il sito definitivo per il deposito delle scorie nucleari.

La consigliera federale democristiana ha anche ricordato l'incremento previsto per il supplemento rete, che passerà nel 2018 dagli attuali 1,5 a 2,3 centesimi per chilowattora, e i programmi per aumentare l'efficienza energetica, dagli edifici ai mezzi di trasporto e agli elettrodomestici.

La responsabile del DATEC si è pure espressa in merito alle discussioni in corso circa nuove misure di sostegno all'idroelettrico, sostenendo che non bisogna affrettarsi, ma prendersi il tempo necessario per trovare una soluzione adeguata. La nuova legge prevede misure pari a 120 milioni per i prossimi anni: i gestori di centrali idriche hanno ora cinque anni di tempo per fare i propri compiti e abbassare i costi.

Un ruolo importante viene rivestito anche dai canoni d'acqua, un introito fondamentale per le regioni di montagna. Il modello attuale scadrà nel 2019. Il Consiglio federale intende mandare in consultazione ancora prima della pausa estiva una revisione della legge sulle forze idriche, ha spiegato. Secondo la Leuthard le regioni di montagna dovranno comunque rinunciare a una parte delle entrate: bisognerà trovare un equilibrio.

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SDA-ATS