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Il soldato transgender Bradley Manning

KEYSTONE/EPA BRADLEYMANNING.ORG FILE/BRADLEYMANNING.ORG / HANDOUT

(sda-ats)

"I primi passi di libertà". Con un tweet Chelsea Manning, la talpa di Wikileaks, festeggia la sua uscita dal carcere dopo aver scontato una condanna di 'soli' sette anni, ridotta da Barack Obama in uno dei suoi ultimi atti rispetto ai 35 della sentenza iniziale.

Un'uscita dal cercare celebrata da molti, soprattutto dagli attivisti Lgbt (acronimo per lesbiche, gay, bisessuali e transgender, ndr) che vedono in Chelsea, arrestata nel 2010 quando era ancora Bradley Manning, una delle loro icone.

La nuova vita che aspetta il soldato Manning è avvolta nel mistero: sul suo futuro sono stati svelati pochi dettagli. Probabilmente si trasferirà in Maryland, dove risiede la sua famiglia, per iniziare la sua nuova vita con in tasca i 150'000 dollari raccolti online per lei dai suoi sostenitori. "Il giorno è finalmente arrivato: tutto quello che mi aspetta è decisamente più importante del passato", sono state le prime parole di Chelsea, che ha ammesso di non avere ancora chiaro cosa farà. "Sto cercando di capire cosa fare, ed è bello, strano e tutto nuovo per me".

Non sono previste, almeno per le prossime settimane e mesi, interviste o apparizioni pubbliche, ma non è escluso che si possa venire a sapere quando si opererà per cambiare sesso.

L'uscita dal carcere di Fort Leavenworth, in Kansas, non si traduce comunque in una fine della sua battaglia legale. "Molti ritengono che con il rilascio l'appello venga a cadere. Il suo caso è invece ancora in piedi e vogliamo pulire in via definitiva il suo nome. È stata condannata per crimini che non credo abbia commesso e giudicata in modo ingiusto", ha spiegato il suo legale, Nancy Hollander.

Chelsea Manning è stata arrestata nel 2010, quando era Bradley Manning ed era in una basa americana vicino a Baghdad, in Iraq. L'accusa era quella di aver girato a WikiLeaks 700'000 documenti riservati, in quella che è stata considerata la maggiore fuga di notizie della storia americana.

Il gesto di Manning ha aperto un'era completamente nuova per la fuga di notizie, precedendo Edward Snowden nel 2013: i suoi documenti hanno fatto salire agli onori delle cronache WikiLeaks e il suo fondatore Julian Assange. E hanno messo Chelsea in netta contrapposizione con l'allora presidente Barack Obama e la segretaria di Stato, Hillary Clinton. Un caso mondiale, quello di Manning, che l'ha fatta diventare 'un'eroina' per alcuni e 'una traditrice' degli Stati Uniti per altri, fra i quali il presidente Donald Trump.

Dopo l'arresto nel 2010, Chelsea fu condannata nel 2013 a 35 anni di carcere, la pena più lunga della storia per una talpa, e trasferita a Fort Leavenworth per scontare la pena. Solo una volta dietro le sbarre, ha annunciato di essere transgender, senza mai nascondere le difficoltà di sentirsi donna in un carcere maschile. Lo scorso anno la svolta: Obama, in uno dei suoi ultimi gesti da presidente, ha commutato la sua pena da 35 a sette anni. E ora Chelsea è libera.

SDA-ATS

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