A Dubai il presidente della Confederazione Ueli Maurer ha dato oggi il primo simbolico colpo di piccone per avviare i lavori di costruzione del padiglione svizzero a Expo 2020. Il consigliere federale ha poi preso il volo per la controversa visita in Arabia Saudita.

L'Esposizione universale 2020 si terrà a Dubai dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021 e solo pochi mesi fa il padiglione svizzero è finito al centro della cronaca a causa della sponsorizzazione da parte di Philip Morris, il maggior produttore di tabacco al mondo. Dopo le polemiche e le critiche dagli ambienti contro il tabagismo, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha rinunciato a fine luglio al partenariato con Philip Morris - la cui sede europea è in Svizzera - per non compromettere l'immagine della Confederazione.

La visita del presidente nella Confederazione nel Golfo è però già iniziata ieri, quando Maurer ha incontrato il primo ministro degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Rashid Al Maktoum, oltre alla direttrice generale dell'Expo 2020, Reem Bint Ibrahim al-Hashimy. I colloqui si sono incentrati sull'Esposizione universale, sulla situazione nello Yemen - alle prese con una guerra civile - e sul Global Robotic Challenge. Questa competizione, giunta alla sua terza edizione, è iniziata tre giorni fa e Dubai e vede impegnati oltre 2000 giovani provenienti da 190 Paesi, tra cui la Svizzera, ha indicato in una nota Peter Minder, portavoce del Dipartimento federale delle finanze (DFF).

Fitto anche il programma odierno: Maurer ha incontrato il ministro delle finanze degli Emirati Arabi Uniti Obaid Bin Humaid Al Tayer, con cui ha discusso di questioni fiscali e tecnologia finanziaria, e il Principe Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Le discussioni con quest'ultimo si sono concentrate sugli scambi fra i giovani, la digitalizzazione, i diritti dell'uomo e la collaborazione tra Confederazione ed Emirati Arabi Uniti, con cui la Svizzera intrattiene relazioni diplomatiche dal 1976.

Maurer al termine dei suoi impegni si è poi recato in volo in Arabia Saudita, dove domani incontrerà a Riad il re saudita Salman. La scorsa primavera, la possibilità di un viaggio nel Paese del Medio Oriente era stata congelata dopo l'assassinio del giornalista Jamal Khashoggi a Istanbul. A quattro mesi di distanza, tuttavia le cose sembrano essere cambiate: il viaggio mira a rafforzare i legami economici e finanziari tra Berna e i suoi due principali partner - Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti - nella regione del Golfo.

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