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Michelangelo copiò modelli dai bordelli?

(Keystone-ATS) ROMA – I corpi perfetti di santi, beati e dannati del Giudizio Universale di Michelangelo nascondono “un’oscena verità”: furono studiati dal Buonarroti nelle stufe, specie di bagni turchi dove il pittore e altri artisti si recavano per trarre ispirazione.
È questa la tesi di Elena Lazzarini, ricercatrice dell’Università di Pisa, esposta nel volume “Nudo, arte e decoro, oscillazioni estetiche negli scritti d’arte del Cinquecento” (edizioni Pacini Pisa), di cui parla oggi il Corriere della Sera e l’edizione online del Guardian.
“I corpi maschili sono molto virili – spiega Elena Lazzarini – appartengono alla tipologia fisica dei manovali e facchini ritratti in atteggiamenti forzati, ovvero nella fatica del lavoro, con i muscoli tesi, la fatica e il dolore dello sforzo nell’espressione dei volti”.
La studiosa osserva anche che i personaggi ritratti nell’affresco sono in atteggiamenti osceni: “Un dannato, per esempio, viene trascinato all’inferno per i testicoli e tra i beati ci sono baci e abbracciamenti ambigui, certamente di natura omosessuale”.
Questi modelli presi dalle stufe, “luoghi di trattamenti estetici e bassa chirurgia” diffusi a Roma, li ritroviamo anche in Leonardo e nel Bronzino, “dipinti che nel Cinquecento erano giudicati ‘roba da chiasso’, ovvero indecenti. Come la Resurrezione del Cristo, un capolavoro nel quale si vedono anche corpi nudi distesi in atteggiamenti ambigui”.

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