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Jean-Michel Cina, presidente di SRG SSR.

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Tornando ad esprimersi in vista della votazione popolare del 4 marzo sull'abolizione del canone, il presidente di SRG SSR Jean-Michel Cina riconosce che radio e televisioni pubbliche devono riformarsi.

"Non ci saranno tabù", sottolinea in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano vallesano Le Nouvelliste.

"Analizzeremo tutto, in particolare i nostri processi di produzione e le nostre infrastrutture", afferma, ribadendo la sua opposizione all'iniziativa comunemente chiamata "No Billag".

La Società svizzera di radiotelevisione (SRG SSR) deve adattarsi alle evoluzioni numeriche e alle nuove modalità di fruizione dei media, soprattutto da parte delle giovani generazioni, afferma nell'intervista.

L'ex consigliere di Stato vallesano (PPD) dice di essere consapevole del fatto che la SSR debba tener conto di quanto avviene nelle imprese private: "Dobbiamo meglio differenziarci da questi media promuovendo la nostra produzione audiovisiva", spiega. Per sfidare le televisioni estere, la SSR deve pure puntare sulla specificità elvetica.

Quanto alla concorrenza in materia di pubblicità esercitata dalla SSR nei confronti dei media privati, Cina si dice aperto "a qualsiasi opzione costruttiva per il settore". È ad esempio disposto a facilitare l'entrata di nuovi partner nella società pubblicitaria Admeira, costituita dalla SSR con Ringier e Swisscom.

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SDA-ATS