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In Serbia si vota domani per le presidenziali, con il premier Aleksandar Vucic grande favorito.

KEYSTONE/AP/DARKO VOJINOVIC

(sda-ats)

In Serbia si vota domani per le presidenziali, con il premier Aleksandar Vucic grande favorito, accreditato da tutti i sondaggi di oltre il 50% dei voti che gli darebbe la vittoria già al primo turno, evitando il ballottaggio del 16 aprile.

Vucic, candidato dello schieramento governativo e appoggiato in particolare dal Partito socialista del ministro degli esteri Ivica Dacic, mantiene da mesi un vantaggio siderale rispetto agli altri dieci candidati, e un suo mancato successo già domani verrebbe considerato a ragione una mezza sconfitta.

Un ultimo sondaggio diffuso prima del silenzio elettorale di ieri e oggi assegnava al premier conservatore il 56,2% dei consensi, seguito a grandissima distanza con il 9,5% da Luka Maksimovic, giovane e eccentrico candidato campione dell'anti-politica, rivelatosi la vera sorpresa di questa consultazione.

Maksimovic, che si fa chiamare Ljubisa Preletacevic Beli (con gioco di parole ironico diretto contro i politici che cambiano casacca), conta sul voto dei giovani e dei delusi dai partiti. Altri tre candidati potrebbero aspirare a un eventuale secondo turno: l'ex ministro degli esteri Vuk Jeremic dato al 9,3%, l'ex ombudsman Sasha Jankovic con l'8,9% e il leader ultranazionalista Vojislav Seselj accreditato dell'8,8%. Gli altri sei candidati sono su percentuali ancora minori, e insieme non raggiungono l'8%.

La campagna elettorale è vissuta su una lotta di 'uno contro tutti', essendo gli altri dieci aspiranti alla presidenza tutti espressione di varie anime dell'opposizione. Un'opposizione tuttavia molto disunita e frammentata, che non è riuscita a coagulare il consenso su un candidato di peso in grado di insidiare l'enorme popolarità di cui in Serbia gode attualmente il premier Vucic.

Un premier accusato da tutti i suoi avversari di autoritarismo alla Putin, di controllo sui media e di aver sfruttato la sua posizione di capo del governo per avere costante visibilità e inondare di propaganda elettorale i maggiori organi di informazione, a cominciare dalle tv. Vucic ha risposto illustrando i risultati concreti ottenuti finora con le riforme messe in cantiere dal suo governo, il risanamento economico, il calo della disoccupazione, i progressi sulla strada verso l'integrazione nella Ue, il dialogo con Pristina, la sua politica moderata a difesa della stabilità non solo in Serbia ma nell'intera regione balcanica. Cosa questa che gli ha fatto guadagnare i favori sia di Angela Merkel che di Vladimir Putin e di molti altri leader europei e internazionali.

Sono poco più di 6,7 milioni gli elettori che domani potranno votare dalle 7 alle 20 (stessa ora in Svizzera) in 8.396 seggi. In Kosovo, dove i serbi con diritto di voto sono circa 106 mila, sono stati allestiti una novantina di seggi con la collaborazione dell'Osce. Le presidenziali sono monitorate da quasi 2 mila osservatori interni e 126 stranieri appartenenti a varie organizzazioni tra cui Osce, Ue, Consiglio d'Europa e varie ambasciate.

SDA-ATS