Il presidente egiziano, Abdel Fattah el Sisi, ha etichettato oggi come "menzogne" le accuse di corruzione rivolte a lui e ad alcuni alti ufficiali dell'esercito da un imprenditore edile che ha postato una serie di messaggi video sui social media diventati virali.

Sisi, che è un ex generale ed è stato capo dell'Intelligence militare, ha approfittato di un discorso tenuto in una cerimonia pubblica per rispondere alle affermazioni dell'imprenditore, Mohamed Ali, titolare della società Amlak, che si è trasferito in Europa. Accuse praticamente senza precedenti contro l'esercito, considerato in Egitto un'istituzione quasi sacra.

Così come è insolito che il presidente risponda direttamente ad un accusatore. Nei suoi video Mohamed Ali chiama in causa il presidente e altri generali o ex generali accusandoli tra l'altro per la costruzione di sontuose residenze e alberghi di lusso, per i quali non sarebbe stato in parte pagato.

Sisi ha detto che le accuse sono dirette solo a distruggere la volontà del popolo egiziano e a fargli perdere la speranza e la fiducia. Il presidente ha aggiunto che è normale che nelle istituzioni dello Stato vi siano "persone che non sono per bene", ma ha promesso che saranno allontanate.

Quanto ai palazzi che è accusato di aver fatto costruire, ha affermato, riferendosi ai progetti urbanistici che considera il suo fiore all'occhiello: "Certo, ne ho costruiti, ho costruito un Paese che il mondo intero guarderà, una città d'arte e di cultura, la più grande al mondo, nella nuova capitale amministrativa e a El Alamein. E l'anno prossimo inaugureremo 14 nuove città".

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