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Una giornalista turca di origine curda giunta a metà gennaio all'aeroporto di Zurigo per chiedere asilo, per il momento non sarà espulsa.

La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) non era entrata in materia sulla richiesta, ma il Tribunale amministrativo federale (TAF) ritiene insufficienti le motivazioni della SEM.

La donne è giunta a Zurigo dal Brasile, dove - ha raccontato - si è rifugiata l'anno scorso per sfuggire a una condanna di diversi anni di reclusione. La giornalista ha affermato di essere stata arrestata e incarcerata in Turchia nel 2009 a causa della sua professione e per presunta appartenenza a una organizzazione terroristica. Dopo essere stata liberata la procedura ha seguito il suo corso e nel 2017 è stata condannata.

Il 23 gennaio la SEM ha deciso di non entrare in materia sulla richiesta d'asilo della donna, sempre rimasta nella zona di transito dello scalo zurighese. La Segreteria considera che le condizioni per un ritorno in Brasile siano soddisfatte, poiché per la giornalista non vi sarebbe la minaccia di un rimpatrio in Turchia.

Il TAF ieri ha però annullato la decisione, affermando che la SEM non motiva a sufficienza il fatto che lo stato sudamericano offra protezione contro un rinvio.

La corte con sede a San Gallo ricorda che quando un'espulsione avviene verso una nazione che non è designata come sicura dal Consiglio Federale, le autorità competenti in materia di asilo devono esaminare per ogni singolo caso se lo stato offra una protezione sufficiente.

La SEM deve quindi ora prendere di nuovo posizione.

(Sentenza D-635/2018 dell' 8 febbraio 2018)

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SDA-ATS