Nella classifica 2017 di Transparency International che misura l'indice di percezione della corruzione, la Svizzera guadagna due posizioni rispetto a un anno fa e sale dal quinto al terzo posto tra i paesi virtuosi.

Secondo il rapporto pubblicato oggi quelli meno corrotti sono Nuova Zelanda, Danimarca e Finlandia.

Per il suo indice Transparency International si basa su analisi di Paesi effettuate da parte di organizzazioni non governative, fondazioni e consulenze aziendali e interroga manager sulla loro valutazione riguardo alla frequenza della corruzione nel settore pubblico. Da anni la Svizzera si muove in classifica tra la quinta e l'ottava posizione.

Transparency International vede a malapena progressi nella lotta contro la corruzione nel mondo. In alcuni Paesi, come Gran Bretagna o Senegal, ci sono sì miglioramenti, ha indicato l'organizzazione nel presentare il suo rapporto a Berlino, ma in altri si è verificato un peggioramento.

Fanalini di coda nella classifica di 180 Paesi sono anche quest'anno l'Afghanistan, la Somalia, il Sud Sudan e la Siria. "Soprattutto Paesi con una scarsa protezione per la stampa e per le organizzazioni non governative presentano tendenzialmente un elevato livello di corruzione", precisa Transparency.

"Una maggiore corruzione va di pari passo con un minore rispetto delle libertà civili come dello Stato di diritto", ha detto la sua presidente Delia Ferreira Rubio. L'indice fornisce anche indicazioni sullo stato della democrazia nel Paese considerato: "Quando lottiamo contro la corruzione, lottiamo per la democrazia".

L'indice della percezione della corruzione misura solo la corruzione nel settore pubblico. Quella nel settore privato non viene presa in considerazione.

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