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Il presidente statunitense Donald Trump, sulla destra, riceve il presidente turco Recep Tayyip Erdogan alla Casa Bianca a Washington.

KEYSTONE/EPA/MICHAEL REYNOLDS

(sda-ats)

Stati Uniti e Turchia insieme contro il terrorismo. Spianando la strada a una ''nuova era'' nei rapporti fra i due paesi, dopo il blackout dell'era Obama, Donald Trump riceve il presidente turco Recep Tayyip Erdogan alla Casa Bianca.

Il presidente americano fa gli onori di casa e appare, almeno in superficie, tranquillo nonostante la 'tempesta' che si è scatenata contro di lui e sulla Casa Bianca per le rivelazioni di informazioni di intelligence classificate al ministro degli Esteri russo.

Sedendo vicino a Erdogan per la foto ufficiale, Trump è rilassato ma non risponde a domande sulla Russia. Nella breve conferenza stampa si limita a dire: con il ministro degli esteri russo, Serghei Lavrov, è stato un ''incontro di grande successo''. Trump è focalizzato sull'incontro con Erdogan, che precede il suo primo viaggio all'estero con tappe, fra le altre, in Arabia Saudita e Israele, con uno stop a Betlemme per incontrare Abu Mazen.

Rivendicando un'alleanza decennale, Trump mette l'accento sulla collaborazione tra i due paesi, cercando di smorzare le critiche turche seguite alla sua decisione di armare direttamente i curdi nella lotta all'Isis. "Sosteniamo la Turchia nella lotta al terrorismo e negli sforzi per ridurre la violenza in Siria" dice Trump, precisando la necessità di ''assicurarsi che l'Isis e il Pkk non abbiano nessun posto sicuro". Il presidente americano loda il ruolo di leadership della Turchia in Siria nel cercare di ''mettere fine alle terribili uccisioni. La guerra civile in Siria sciocca il mondo intero'' aggiunge.

Gli fa eco Erdogan: ''Siamo impegnati a combattere tutte le forme di terrorismo, senza discriminazione. Non c'è posto per le organizzazioni terroristiche nel futuro della nostra regione''. Il presidente turco promuove l'azione di Trump in Siria dopo l'attacco chimico. È stata una ''risposta giusta'' spiega.

Fra i due leader sembra apparentemente esserci un feeling, con Erdogan che visitando la casa Bianca sembra ottenere una maggiore legittimità a livello internazionale dopo il contestato referendum costituzionale. Per Trump la visita 'distrae' dalle tensioni interne ma è anche importante per il ruolo della Turchia nella lotta all'Isis e in vista del suo viaggio in Medio Oriente. I due leader, almeno sulla carta hanno diverse cose in comune, soprattutto l'atteggiamento nei confronti della stampa. Trump si limita comunque solo a criticarla e definirla disonesta, mentre Erdogan è impegnato in una vera lotta contro i media.

Ma sullo sfondo dell'incontro ci sono diversi dossier aperti, quali le armi ai curdi e Fetullah Gulen, che Erdogan ritiene sia dietro al colpo di stato dello scorso anno. Proprio Erdogan solleva con Trump la questione dell'attesa estradizione di Gulen, che è residente negli Stati Uniti.

SDA-ATS