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L'opposizione ha accusato il presidente Erdogan di non aver fermato volontariamente il tentato golpe dello scorso luglio.

KEYSTONE/AP Pool Presidential Press Service

(sda-ats)

Il tentativo di colpo di stato del 15 luglio scorso in Turchia è stato un golpe "controllato", cioè "previsto e non evitato" dal governo di Ankara e dal presidente Recep Tayyip Erdogan, che ne "hanno beneficiato".

Lo sostiene il rapporto sul putsch presentato dal principale partito di opposizione, il kemalista Chp.

Secondo il rapporto i servizi segreti turchi (Mit) sapevano da tempo del progetto eversivo - che avrebbe iniziato a prendere forma dalla fine del 2015 - e ne erano anche stati informati direttamente diverse ore prima dal pilota di un elicottero militare, che avrebbe denunciato di aver ricevuto l'ordine di rapire il capo degli 007, Hakan Fidan.

Inoltre, si sottolinea, iniziative anomale nelle forze armate erano state segnalate nelle settimane precedenti anche da alcune inchieste giornalistiche. Il tentativo di colpo di stato, tuttavia, non fu fermato, nonostante un incontro di 6 ore proprio alla vigilia tra Fidan e il capo di stato maggiore dell'esercito, Hulusi Akar. "I decreti dello stato d'emergenza sono strumentali a mantenere in vita il regime di un uomo solo di Erdogan", accusa inoltre il rapporto.

Il vicepremier turco, Numan Kurtulmus, ha respinto le accuse, definendo il testo come "il più grande sostegno ai golpisti".

SDA-ATS

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