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Turismo, attesa un'ondata di fallimenti

Arriveranno magari più svizzeri, ma mancheranno gli stranieri. KEYSTONE/TI-PRESS/SAMUEL GOLAY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 28 maggio 2020 - 17:00
(Keystone-ATS)

Il previsto calo dei pernottamenti avrà un impatto enorme sul turismo in Svizzera: bisogna aspettarsi un'ondata di fallimenti, ha affermato il direttore de Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF) Jan-Egbert Sturm.

"Non ci sentiamo di dire quanto sarà vasta questa ondata", ha aggiunto l'esperto durante la teleconferenza stampa di presentazione delle previsioni del KOF sull'andamento del settore, che vertono su una contrazione del 31% delle notti quest'anno rispetto al 2019.

Si assisterà a un doloroso adeguamento strutturale del ramo, si è detto convinto Sturm. C'è anche da temere un'ondata di licenziamenti: al momento 200'000 dipendenti, tre quarti delle maestranze, si trovano in situazione di lavoro ridotto. Nessun altro comparto economico è stato colpito in modo così duro dalla pandemia: gli affari sono crollati. "Non avevamo visto qualcosa di simile nemmeno all'epoca dello shock del rafforzamento del franco, fra il 2011 e il 2015", ha sottolineato il 51enne.

A soffrire saranno soprattutto le strutture ricettive negli agglomerati, più orientate alla domanda internazionale e meno interessanti per il turismo interno, destinato quest'anno ad aumentare. Inoltre potrebbe cambiare la struttura stessa del turismo d'affari, che si svolge principalmente nelle città: affrontando il coronavirus le imprese si sono accorte che la tecnologia può talvolta sostituire gli incontri fisici, osserva Florian Hälg, economista presso il KOF.

Particolarmente sotto pressione sarà la domanda proveniente dai Paesi lontani. "Gli alberghi e i ristoranti che hanno puntato sulla clientela asiatica saranno in grandi difficoltà", spiega lo specialista. Ma non ci sarà da contare nemmeno sugli americani, duramente toccati dagli effetti del Covid-19: anche nel 2022 i turisti a stelle e strisce non torneranno ai livelli di affluenza del 2019.

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