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"Nuovo Futuro", migliaia di scolari al lavoro con genitori

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 novembre 2011 - 14:43
(Keystone-ATS)

Migliaia di ragazze e ragazzi hanno accompagnato oggi al lavoro genitori, parenti o conoscenti nell'ambito della giornata nazionale "Nuovo Futuro", che dal 2001 consente ai giovani di scoprire i vari mestieri al di là delle barriere sessiste.

Le ragazze sono così andate a vedere come si svolge il lavoro sui cantieri, nei magazzini e lungo i binari ferroviari, mentre i maschietti sono stati accolti presso gli asili, le case per anziani e i vari uffici dove le professioni restano a maggioranza femminile.

Lo scopo della giornata "Nuovo Futuro - Prospettive diverse per ragazze e ragazzi" è mostrare che i vari mestieri non sono per forza legati ad un sesso specifico e che anche gli uomini possono conciliare compiti famigliari e professionali, così come le donne possono benissimo diventare ingegneri o affrontare carriere di tipo tecnico.

L'operazione è promossa dagli uffici cantonali per le pari opportunità di una dozzina di cantoni, Ticino compreso, con il sostegno finanziario dell'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT)

L'anno scorso oltre mille aziende hanno partecipato alla giornata, accogliendo scolari del quinto, sesto e settimo anno. Nel 2011 sono state ancora più numerose, assicura Joëlle Rebetez, coordinatrice del programma in Svizzera romanda. Abbiamo ricevuto diverse telefonate da imprese che non avevano mai partecipato all'operazione, spiega. È anche stato preparato un'apposito opuscolo per informarle.

Ora - aggiunge Joëlle Rebetez - si tratta di valutare se dopo una decina d'anni di sforzi l'operazione ha portato a risultati concreti. A suo parere l'iniziativa è da considerare una misura fra le altre, come l'orientamento professionale e i dibattiti pubblici informativi.

Le FFS annunciano l'arrivo di 750 scolare e scolari che accompagnano al lavoro i genitori, a fronte dei 550 del 2005. Entro il 2014 l'ex regia federale auspica di aumentare la quota del personale femminile dal 15 al 18%; e fra i quadri superiori l'obiettivo è di avere un 15% di donne.

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